domenica 30 ottobre 2016

La follia come mezzo di cambiamento

Quante volte avreste voluto cambiare e non ci siete mai riusciti per diverse paure? Paura del giudizio, paura del cambiamento stesso, paura del futuro, di scontentare qualcuno.... Alcune volte vi sarà capitato che, mentre confidavate un vostro progetto futuro ad un conoscente, egli vi abbia preso per folli dicendovi frasi del tipo: "ma chi te lo fa fare?", "sei impazzito?", "cosa penseranno gli altri?", "e se non dovesse riuscire?".

In questi casi, se non eravate pronti, sicuramente sarete tornati sui vostri passi, avrete avuto ancor più paura perché avete sommato alle vostre le altrui paure e, in conclusione, non avete mosso un passo in direzione dei vostri progetti futuri volti alla realizzazione della Vita dei vostri sogni.
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Insomma, spesso si rinuncia a vivere perché si è troppo poco centrati per riuscire in un'impresa senza chiedere consiglio agli altri. Così facendo, però, si vivrà sempre in uno stato di dipendenza dai pareri altrui. Se gli altri saranno d'accordo a maggioranza sulle vostre decisioni, allora sì, sarete sicuri di far bene.... Ma far bene cosa, poi? In questi casi mi sa che più che al bene vostro e alla realizzazione dei vostri sogni tenderete al bene e alla realizzazione dei sogni della maggioranza dell'assemblea giudicante la vostra Vita!

E siccome non dovete approvare un bilancio di una società ma si tratta, invece, di decidere della vostra Vita, allora è meglio che lasciate stare i pareri altrui perché, per quanto razionali possano sembrarvi all'apparenza essi, in realtà, nascondono dietro tutte le paure congelate del soggetto di turno al quale chiederete consiglio in merito ad una scelta che voi dovete fare.
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Pensate sia bello stare sempre in speranza degli altri per prendere delle decisioni che cambieranno la vostra, di Vita? Questa non è sicuramente evoluzione nè crescita sia spirituale che materiale. LA VERA RICCHEZZA CONSISTE NELLO SPERIMENTARE LA VITA ASSUMENDOSENE LA RESPONSABILITA' AL 100%.
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Spesso, quando farete di testa vostra (finalmente!), senza più chiedere consiglio a nessuno, sarete presi per folli, per delle persone che non sanno stare in società (composta in gran parte da pecore alla moda). Se siete disposti ad essere presi per folli avrete da subito diversi vantaggi: per prima cosa prenderete in mano le redini della vostra Vita e ne diventerete, finalmente, padroni assoluti, poi smetterete di farvi influenzare dagli altrui pareri pur continuando ad ascoltarli e tenendoli in considerazione quando validi (non dovete per forza fare il contrario di quanto vi consigliano se ciò va a vostro vantaggio).

Imparate ad assumervi la responsabilità delle vostre scelte, della vostra Vita. Così facendo diventerete padroni del vostro destino senza agire in compartecipazione con nessun altro. Per diventare creatori della propria realtà futura bisogna prima diventare folli, uscire dagli schemi e smettere di credere a quello in cui crede la maggior parte delle persone.
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I risultati standard sono per le persone mediocri che non osano. L'eccellenza in tutti i campi la raggiunge chi ha il coraggio di osare risultando, per ciò stesso, folle, diverso, strano e chi più ne ha, più ne metta! Andate oltre, diventate pazzi, rischiate l'isolamento, il giudizio, ma vivete da persone libere!

Vincenzo Bilotta

domenica 16 ottobre 2016

Decondizionarsi dalle memorie antiche

Accade all'improvviso, quanto meno ce l'aspettiamo. Si manifesta sotto forma di tristezza, senso di oppressione, ci si sente confusi, arrabbiati, spesso senza motivo apparente. Quelli descritti sono alcuni dei segni derivanti dal riaffiorare delle memorie antiche. Ci si sente strani e, a meno che non si stia lavorando e vegliando su di sè, non si riesce a capire il perché.

Come tutti sappiamo, la nostra mente è paragonabile ad un registratore. Al suo interno, infatti, vengono archiviate tutte le esperienze che verranno vissute dal momento della nascita e per il resto della propria Vita terrena. Tutto ciò che apprendiamo, man mano che lo ripetiamo, entrerà a far parte del nostro modo di pensare e di agire senza che spesso ce ne rendiamo conto.
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Tipico esempio è il guidare l'automobile. Dopo aver imparato le nozioni di base ed aver fatto pratica, verrà quasi automatico guidare l'auto mentre con una mano si mangia un panino e con l'altra si parla al telefonino. Ciò sarà possibile grazie al fatto che la mente incamera e registra tutto ciò di cui fa esperienza per poi tirarlo fuori al momento opportuno per aiutarci nello svolgimento dei nostri compiti quotidiani.

Ma, c'è un grosso ma.... Così come la mente registra ed archivia eventi utili e felici, essa memorizza e conserva anche eventi meno felici quali lutti, abbandoni, violenze e via dicendo. Anche questi eventi memorizzati dalla mente, che per comodità chiamerò come si usa in psicologia energetica memorie, rimarranno conservati nell'archivio del cervello, al secolo Ippocampo che è la sede della memoria.
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Che differenza c'è fra eventi felici ed eventi traumatici? A parte il loro contenuto in termini di energia ed effetti sulla fisiologia del soggetto che andrà a riviverli, la differenza sostanziale che passa fra loro è che, mentre gli eventi felici vissuti da un soggetto vorranno essere sperimentati svariate volte in quanto fonte di piacere e gratificazione personale, gli eventi meno belli o, addirittura, traumatici, verranno evitati perché portatori di tristezza e dolore.

La mente, però, archivia tutto e, al momento opportuno, tira fuori dalla scatola della memoria proprio l'evento che rispecchia per similitudine una situazione che si starà vivendo nel momento presente. Ovviamente, se stiamo vivendo un periodo di separazione o lutto, la mente tirerà fuori dalla scatola dei ricordi degli eventi simili che si sono vissuti nel passato.
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Dopo aver brevemente spiegato i processi di archiviazione dei ricordi e dei vissuti in generale da parte della mente, voglio adesso parlarvi di come ci si può decondizionare dalle memorie antiche. Le memorie antiche sono sia legate a ricordi felici che a ricordi più o meno traumatici che possono risalire alla nostra infanzia, a pochi anni fa o quando eravamo ancora nel grembo materno.

Nessuno vorrebbe decondizionarsi da quelli che sono i bei ricordi, anzi vorrebbe si ripetessero all'infinito! Diverso è il caso in cui si stia vivendo un periodo di lutto, abbandono, tristezza. In questi casi si vorrebbe fuggire via dal momento per cercare l'ipotetica salvezza nel futuro, salvezza, sia ben chiaro, che con questa fuga non potrà arrivare mai.
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Ma cosa fare in concreto quando vengono richiamate al presente memorie antiche mai risolte e risvegliate da un evento simile a quello archiviato dalla mente in passato? A parte le vie di fuga come le droghe leggere e pesanti, la violenza, il fumo, l'alcool o il sesso, la soluzione si trova nel riuscire a decondizionare la propria mente da questo tipo di memorie che sembrano tornare al solo scopo di tormentarci, ma come?

Innanzitutto, elemento base per cominciare a liberarsi da queste memorie consiste nel prenderne coscienza. Se non si comincia col prendere coscienza del ritorno delle memorie antiche, non si potrà mai sperare di potersene liberare, ciò per il semplice fatto che non se ne sarà al corrente. In questi casi si sarà intrappolati all'interno di un programma ad esecuzione automatica, un pò come accade al protagonista Neo nel film MATRIX.
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Solo dopo aver preso coscienza del ritorno di queste memorie antiche si potrà cominciare ad osservare l'innesco del meccanismo di reazione automatica che tenderà a farci rivivere quelle situazioni di sofferenza che sembravano dimenticate e lontane. Una volta osservato il meccanismo d'innesco che porta alla reazione, per ciò stesso gli si toglierà il potere di tenerci sotto controllo, ciò sia a livello psichico che fisico e, di conseguenza, si potranno evitare stress o malattie.

Questo decondizionamento dalle memorie antiche ha grandi poteri curativi, e porta alla liberazione dall'influenza dei ricordi negativi e condizionanti legati al passato. Fondamentale è la presenza mentale: senza di essa, infatti, non si potrà mai riuscire a togliere la carica energetica a queste memorie. Quando ci sentiamo squilibrati, confusi, tristi, ciò a seguito di eventi dei quali siamo più o meno coscienti, possiamo chiederci se, per caso, non stia tornando a galla qualche memoria legata al nostro passato esperienziale.
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Effettuando un lavoro costante su di noi e continuando, al contempo, ad osservarci e ad esercitare la presenza mentale costante nella nostra Vita, potremo finalmente liberarci dai conflitti irrisolti legati al passato. Bisogna solo capire che le memorie antiche, quando riemergono, sono pronte ad essere liberate dalla loro carica energetica e guarite.

Se, il giorno in cui abbiamo vissuto un evento drammatico non eravamo ancora pronti ad affrontarlo ed elaborarlo nella maniera dovuta, la mente, per evitarci la follia o la morte, lo archivia o, meglio, lo congela. Ciò allo scopo di farci sopravvivere, di lasciarci prendere l'energia, l'esperienza e la consapevolezza necessaria per farcelo superare quando si ripresenterà nell'orizzonte della nostra memoria.
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Magari quando l'evento è accaduto abbiamo già sofferto abbastanza, ci saremo impegnati a dimenticare, creandoci delle dipendenze allo scopo di liberarci dal dolore e dalla paura. Probabilmente ciò ha funzionato per un determinato periodo di tempo anche se, nel frattempo, ci saranno stati dei disturbi legati proprio allo stress derivante dal riattivarsi continuo del ricordo dell'evento.

Ma, prima o poi, SE DAVVERO SI VUOLE GUARIRE E VIVERE LIBERI occorrerà LAVORARE SU DI SE' E VEGLIARE, aspettando e vedendo cosa succede. Solo una persona che lavora su di sé è pronta ad accogliere nelle dovute maniere il ripresentarsi di una memoria antica per poi lasciarla andare per sempre, dandole un significato positivo che gli permetterà di guarire ed evolvere verso i cieli più alti della consapevolezza.
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Quando vivete determinati ricordi a seguito del ripetersi di esperienze che li risvegliano, smettete di fuggirli e cominciate ad osservarli senza, tuttavia, applicare alcun giudizio come, invece, avreste fatto in passato. Ricordate sempre che, ogniqualvolta la mente ripesca determinati ricordi paurosi dal passato vi da un'opportunità per risolverli, decondizionarvi e vivere finalmente liberi e felici, QUI E ORA!

Vincenzo Bilotta

domenica 2 ottobre 2016

Sesso e tabù

Quando si parla di sesso ci si riferisce, in genere, non solo alle caratteristiche che differenziano, a livello anatomico, l'uomo dalla donna. Si parla di sesso, spesso e volentieri, riferendosi all'atto sessuale vero e proprio inteso sia a livello creativo che a scopo esperienziale-evolutivo fine a se stesso.

Il mondo di oggi sarà pure tecnologico, evoluto e via dicendo ma quando si parla di sesso, ancora oggi, tanti sono gli strascichi che la maggior parte dell'umanità si porta ancora dietro. Come ho già avuto modo di accennare nel mio libro (L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI), si parla del sesso attraverso eufemismi o doppi sensi. In realtà si scherza per non farne un dramma, visti i complessi religioso-culturali che sottostanno dietro una semplice funzione naturale.
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Fare sesso è bello, non solo perché avviene uno scambio di esperienze ed energie con l'altra persona ma, anche e soprattutto, perché l'atto sessuale in sé, se fatto con totale presenza mentale, permette di accedere al QUI E ORA attraverso la percezione del proprio corpo come del corpo del partner partecipante all'atto. Purtroppo, però, il sesso è stato da sempre visto sotto gli occhi indagatori ed inquisitori della religione e, di conseguenza, della morale.

L'argomento sesso in sé non è tabù né peccato. La religione però, attraverso secoli di brainwashing (lavaggio del cervello), lo ha trasformato in blasfemia e trampolino di lancio per l'inferno, biglietto di sola andata. Se il sesso fosse davvero peccato, come mai Dio ci ha dotati tutti indistintamente (preti e suore comprese), di organi genitali? Domanda banale ma determinante per scoprire come, in realtà, il sesso visto come peccato sia UNA PURA INVENZIONE DELL'UOMO ALLO SCOPO DI CONTROLLARE, ATTRAVERSO LA MANIPOLAZIONE E LA PAURA DI PECCARE, LE PERSONE.
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Il sesso fatto con amore, con il senso di mistero che lo ammanta, col desiderio di riscoprire l'altro allo scopo di donargli piacere e per scambiare energie ad altissimo livello evolutivo, è sicuramente non solo bello ma DIVINO. Ovviamente la repressione e il senso del peccato hanno portato a forme deviate di sessualità che degenerano nella pornografia e tutte le sue derivazioni.

Del resto, non bisogna dimenticare come il senso del peccato, inculcato nelle persone attraverso la religione, abbia portato ai cosiddetti blocchi sessuali quali impotenza e frigidità, derivanti da un blocco a livello mentale legato al senso di "disobbedienza" vissuto durante il compimento dell'atto sessuale stesso. Chi ci può liberare dal senso di colpa legato al compimento dell'atto sessuale? Nessuno, tranne noi stessi attraverso l'adozione di un nuovo modo di pensare riguardo al sesso.
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Bisogna vivere il sesso come libero godimento delle proprie naturali funzioni biologiche e fisiologiche togliendogli, al contempo, quegli attributi che lo descrivono come sporco o peccaminoso. In quest'ottica, il sesso andrà visto come modo di scambiare le energie con il partner per evolvere e liberare il proprio potenziale attraverso la libera espressione della propria sessualità. 
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Non bisogna cambiare il modo di fare sesso, semmai bisogna cambiare il modo di pensare riguardo ad esso. Non occorre nessun libro sul sesso, sul Kamasutra o quant'altro. Basta solo fare sesso con la mente sgombra da pregiudizi e tabù per poter dare una nuova qualità all'atto sessuale, trasformandolo da atto bestiale a celebrazione del Divino scambio di energie presenti in ognuno di noi.

Vincenzo Bilotta