domenica 25 dicembre 2016

La paura collettiva

La nostra è una società dominata dalla paura. Ciò è, innanzitutto, frutto dell'identificazione più o meno totale dell'uomo con la propria mente e i suoi pensieri. Ma ad aumentare queste paure, in un clima di inconsapevolezza, contribuiscono sicuramente gli strumenti utilizzati dall'alto per manovrare le masse: fra questi, i più diffusi sono i mass media con i loro reportage.

Il metodo utilizzato per asservire le persone ai voleri dei pochi che comandano, è sicuramente quello consistente nel creare dei simboli contro i quali aizzare la popolazione, una sorta di capro espiatorio più o meno reale, non importa, ciò che importa è che ci sia qualcosa sulla quale far sì che la popolazione possa riversare il proprio odio, la propria ira repressa, la propria frustrazione.
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Ai simboli e al metodo dividi et impera, il popolo è già abituato, ciò grazie alla creazione di club sportivi che, lungi dall'unire in attività ricreative e salutari, creano, invece, delle fazioni avversarie. Si assiste ad una sorta di ammaestramento collettivo, una sorta di riflesso condizionato, un pò come i cani di Pavlov, in base al quale ad ogni stimolo specifico, dall'alto potranno ottenere una risposta controllata.

Ci hanno educati ad essere una massa di agnellini obbedienti, pronti a comportarci così come qualcuno ha già deciso per noi. Altro fattore che, sicuramente, non fa altro che alimentare la paura collettiva è il continuare a parlarne alimentando, per ciò stesso, il clima di tensione instaurato in occasione dell'evento stesso. Se, ad esempio, viene compiuto un attentato, un atto violento o qualcosa che suscita il pubblico dissenso, se si vuole mantenere alto il livello della paura, basta continuare a parlarne, a scriverne sui giornali ed il gioco è fatto.
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Il tutto continuerà a ripetersi e diffondersi nei discorsi da bar, al lavoro, nei centri sportivi ed il risultato sarà così raggiunto, il clima di paura collettiva è stato creato. A questo fattore si aggiungerà, in un secondo tempo, la rabbia collettiva e, spesso, impotente di fronte a determinati eventi. Automaticamente si scatenerà il desiderio di coinvolgere quante più persone possibile in questi argomenti, condividendoli tramite social network ed altri canali d'informazione.

Così facendo, la paura verrà non solo alimentata ma, anche e soprattutto, perpetuata. La conseguenza sarà anche l'aumento e la diffusione di situazioni simili a quella originaria della quale si sarà parlato più spesso. Nel caso di un atto violento compiuto negli stadi, ad esempio, potrà accadere il ripetersi di eventi simili in occasione di eventi sportivi in diverse parti della nazione stessa. Ciò grazie alle energie negative alimentate e diffuse per mezzo di una sorta di passaparola.
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La situazione per uscire da questo circolo vizioso? BASTA NON RIVOLGERE ECCESSIVA ATTENZIONE A DETERMINATI EVENTI A SFONDO DRAMMATICO RIVOLGENDO, AL CONTEMPO, LA PROPRIA ATTENZIONE, INVECE, VERSO EVENTI A CARATTERE GIOIOSO ED EVOLUTIVO.

Avete notato come i mass media parlino tanto di cronaca nera mentre dedicano solo qualche minuto ad eventi lieti? Pensate sia fatto tutto per caso o solo per aumentare l'audience? Beh vi sbagliate. Questo tipo di trasmissioni hanno lo scopo di far focalizzare l'attenzione dell'uomo medio zombie verso eventi in grado di scaricarlo delle proprie energie portandolo, per ciò stesso, nella direzione voluta dal sistema stesso.
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Impariamo a non dare eccessiva importanza agli eventi negativi, parliamone il meno possibile, non lasciamoci condizionare da notiziari, giornali o discussioni da bar. Impariamo a SVEGLIARCI, buttiamo via sto televisore, impariamo ad attingere noi stessi informazioni da diverse fonti e poi filtriamole per tenere quelle più verosimili in merito a determinati accadimenti.

La paura collettiva deriva sempre da un sonno collettivo. Chi dorme fornisce energia a chi riesce a catturare per primo la sua attenzione, ciò perché la maggior parte della gente vive in uno stato sub ipnotico. Bisogna svegliarsi da questo stato di torpore, ciò sta già accadendo grazie al fatto che la terra stessa è pronta ad accogliere una nuova specie di esseri umani.
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Chi dorme è destinato a rimanere schiavo di un sistema destinato inevitabilmente a crollare e con esso tutti i suoi schiavi e sottoposti. Solo chi sarà in grado di svegliarsi, se sarà pronto, potrà vivere libero da paure e costrizioni di sorta tagliando, finalmente, i fili che lo tenevano legato ad un sistema che lo pilotava dall'alto fin dalla più tenera età, attraverso il processo educativo-programmatico.

Vincenzo Bilotta

domenica 11 dicembre 2016

Ricomincio da capo

Ognuno di noi ogni giorno fa del suo meglio per riuscire a raggiungere i traguardi che più gli stanno a cuore: avere una famiglia, successo nel lavoro, figli, prestigio, vacanza dei sogni, vincere un torneo sportivo per il quale ci si è allenati e condizionati per anni. Spesso, se si persevera e si alimentano i propri progetti col fuoco della passione, si riesce ad ottenere tutto quello che si vuole, senza limiti. L'UNICO LIMITE, INFATTI, SIAMO NOI CON LE NOSTRE CREDENZE, BASTA ANDARE OLTRE PER POTER REALIZZARE L'IMPOSSIBILE.

Ma succede spesso che il partner ci lasci, il lavoro non decolli come avremmo voluto, i figli non arrivino o siano problematici e di tornei sportivi non se ne riescano a vincere granché. In queste situazioni la differenza la faranno la flessibilità mentale e le capacità adattive del soggetto che vivrà questi tipi di esperienze all'apparenza fallimentari.
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Dietro quello che può sembrare un dramma agli occhi di una persona comune, quella, per intenderci, che non ha mai fatto un serio lavoro su di sé e che ama magari lamentarsi traendo spunto dai propri fallimenti per lasciarsi commiserare con gioia masochistica, si nasconde un'opportunità di crescita, una sorta d'iniziazione per coloro i quali, invece, di lavoro su di sé ne hanno svolto e con risultati soddisfacenti.

Ma cosa fa la differenza fra il deprimersi e l'avere la forza di voltare pagina quando, ad esempio, il partner decide di lasciarci oppure non riusciamo ad ottenere risultati in ambito sportivo? Sicuramente le convinzioni limitanti e ciò che avremo pensato della nostra situazione di Vita faranno, come al solito, la parte del leone in questo delicato equilibrio emozionale.
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Infatti, sarà importante pensare ed agire senza paura, ciò specie quando si sarà riusciti ad ottenere ciò che più si desiderava dalla Vita. Proprio nel momento in cui si ha tutto, infatti, si avrà paura di poterlo perdere. Proprio chi ha questo tipo di paura diventerà più vulnerabile rispetto a chi, invece, da perdere non avrà proprio nulla.

Come sappiamo tutti, un pensiero di amore ne attirerà un altro simile. Un pensiero di paura, nel nostro caso la paura di perdere, ne attirerà un altro più grande fino a risucchiarci dentro ed annientarci in un vortice di paura, ciò per mezzo dell'ormai famosa legge dell'attrazione.

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Poniamo il caso che non foste a conoscenza delle dinamiche che regolano la legge dell'attrazione ed abbiate perso il lavoro o il partner sia fuggito via, in questi casi la maggior parte delle persone vivono dei momenti di smarrimento e paura totali. Cosa fare quando il "dado è tratto" e tornare indietro proprio non si può?

Bisogna ricominciare da capo. L'importante è non concentrare l'attenzione su ciò che è GIA' STATO, si sprecherebbero solo tempo ed energie cadendo in un pantano dal quale difficilmente si potrà riemergere. La prima azione, in realtà non-azione, che si potrà compiere sarà l'ACCETTAZIONE TOTALE ED INCONDIZIONATA DELLO STATO DI COSE, COSI' COME SONO, SENZA RESISTERVI IN ALCUN MODO.
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Altro importante elemento sono le emozioni, mai reprimerle. Potrà emergere tristezza e voglia di piangere, fatelo, dando libero sfogo a tutti questi sentimenti che, se repressi porteranno, col tempo, a qualche squilibrio psicofisico più o meno importante. Lo stesso dicasi per la rabbia, datele libero sfogo, magari picchiando un cuscino, facendo attività fisica, passeggiando o, semplicemente, osservando la rabbia senza giudizio.

Dopo aver fatto ciò, occorrerà voltare pagina, cominciando a ricreare quelle condizioni che vi potranno consentire di raggiungere i risultati che vi siete prefissati. L'importante è avere chiaro il proprio obiettivo e continuare a visualizzarlo al di sopra di tutti gli accadimenti quotidiani. IL CAMBIAMENTO, INFATTI, COMINCIA DAL MODO DI PENSARE E POI SI ATTUA TRAMITE UN'AZIONE VOLTA AL SUO CONSEGUIMENTO.
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PRIMA DI OTTENERE IL CAMBIAMENTO, PROVATE A VIVERLO DENTRO DI VOI: IN POCHE PAROLE, SIATE IL CAMBIAMENTO! Non voltatevi più per guardare le macerie che il passato ha conservato per voi, soffermatevi, piuttosto, SULL'ETERNO ISTANTE e cominciate a creare da questo stato di quiete e presenza totale. 

Quando ripensate a ciò che vi siete persi o lasciati di bello alle spalle, in un tempo ormai inesistente e al di fuori del QUI E ORA, riflettete sul fatto che ormai il passato è cenere e che tutto è illusione, perfino noi e la realtà che viviamo è un'illusione resa reale da complicati processi di codificazione cerebrali e sensoriali. Perfino noi siamo di passaggio.
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Impariamo a fare per il piacere di farlo, non facciamone una questione di Vita o di morte! Torniamo bambini e cominciamo a giocare con la Vita! Pochi adulti ormai riescono a divertirsi mentre lavorano o quando dovrebbero godersi i frutti del proprio lavoro! (del tornare bambini ne parlo in maniera dettagliata nel mio libro METAMORFOSI SPIRITUALE, YOUCANPRINT EDIZIONI)

Lasciamo che la Vita scorra, smettiamo di resisterle, viviamo l'attimo perché è l'unico esistente, il resto è solo un sogno ad occhi aperti, un'illusione dei sensi, andiamo oltre! Oltre il tempo e lo spazio c'è l'eterno istante con le sue infinite potenzialità di espansione per ognuno di noi e in tutti i settori in cui vorremo migliorare. Tutto il resto sono solo seghe mentali.

Vincenzo Bilotta 

domenica 27 novembre 2016

Paura di vivere

Oggi viviamo in una società caratterizzata da un'elevata tecnologia e possibilità di comunicare con ogni parte del mondo a tempo di record. Ogni cosa sembra evolvere, almeno a livello tecnologico. A livello umano, però, si può constatare quella che io definisco "paura di vivere". 

La paura di vivere nasce in quelle persone che non riescono a staccarsi dalle esperienze passate e continuano a prenderle come esempio per vivere le esperienze future non sapendo che, così facendo, terranno in Vita il passato senza avere, per ciò stesso, la possibilità di fare esperienze nuove e costruttive che possano consentire loro di vivere e gioire della Vita QUI E ORA.
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La paura di vivere nasce e si mantiene in Vita nel soggetto che la possiede, a causa della mancata elaborazione dell'esperienza che ha vissuto nel passato. Quando non si riesce a dare un significato costruttivo ad un'esperienza passata, più o meno traumatica, si smetterà da quel momento stesso di vivere e si cercherà, per evitare di soffrire in futuro, di congelare tutte le sensazioni e le emozioni legate all'evento vissuto e mai superato.

La Vita andrebbe vissuta in totale libertà e in assenza di aspettative. Ma ciò spesso non è possibile per fattori che possono dipendere da noi stessi o da chi si prende cura del nostro processo educativo. Quando si rimane legati al passato e ad un evento doloroso vissuto in un'epoca precedente all'ADESSO, sarà naturale sviluppare una paura della Vita e uno stato di disagio che non permetterà di vivere il QUI E ORA.
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Bisogna avere il coraggio di voltare pagina, smettendo di confrontare ogni accadimento con l'esperienza vissuta in passato, altrimenti si rischia di morire prima di morire. Infatti, congelando le emozioni piuttosto che affrontarle ed evitando le esperienze per paura di rivivere il lutto, l'abbandono, la rabbia o qualsiasi altra emozione che ci tiene ancora legati ad eventi passati, non faremo altro che vivere con paura la Vita.

Poiché, però, la paura è l'opposto dell'amore, non riusciremo a sentirci vivi e gioiosi ma, lungi da tutto ciò, creeremo un clima di ostilità e tensione intorno a noi in quanto il pensiero crea la realtà, sempre! Per guarire dalla paura di vivere bisogna aprirsi all'amore che è, come ho già detto prima e non mi stancherò mai di ripetere, l'opposto della paura.
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Per vivere nell'amore bisogna perdonare il passato capendo al contempo che, se si vuole davvero voltare pagina, occorrerà perdonare se stessi e gli altri per potersi finalmente staccare dagli eventi accaduti in un'epoca precedente l'ADESSO. Bisogna capire che non esiste altro momento al di là del QUI E ORA e tutto si realizza nell'ETERNO ISTANTE.

La paura di vivere ci porta lontani da Dio, rendendoci nemici della Vita. Per fare pace con la Vita occorre avere il coraggio di voltare pagina cominciando, al contempo, a lavorare su di sé per poter trasformare la paura in amore. Per trasformare la paura in amore, però, occorrerà prima amare il proprio passato. Per amare il proprio passato, bisogna prima imparare da esso: solo così riusciremo a vedere come un'opportunità di crescita un evento che, quando lo avevamo vissuto, sembrava dover decretare il nostro fallimento. 
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Ricordiamoci sempre che ogni esperienza, quando arriva, E' UTILE E NECESSARIA ALLA NOSTRA CRESCITA PSICHICA, FISICA E SPIRITUALE. Basta rimanere aperti ed accoglierla senza giudicarla né averne paura. Spesso, infatti, le esperienze si elaborano col tempo. Datevi del tempo evitando, in ogni caso, di rimanere fermi nel passato, NON SERVE.

Non appena avrete fatto pace col passato ed avrete elaborato in maniera corretta l'esperienza sciogliendo, al contempo, le emozioni negative causate dalla sua errata interpretazione, potrete finalmente trasformare quella che all'inizio era paura di vivere in AMORE PER LA VITA. Da quel momento potrete cominciare a vivere la Vita QUI E ORA smettendo di fare paragoni col passato in quanto esso esiste solo nelle nostre fantasie e MAI nell'ETERNO PRESENTE. 

Vincenzo Bilotta

domenica 13 novembre 2016

Posseduti dai pensieri

Che la nostra mente sia stata concepita per pensare è scontato, evidente. Quello che non è stato insegnato all'essere umano è il non credere ad ogni pensiero, così si verifica quella che io chiamo possessione. Non possessione diabolica, forse sì, dopotutto hanno molti punti in comune. Ciò che li accomuna è, soprattutto, il fatto che si appropriano della volontà del soggetto che occupano e non gli danno più modo di agire in maniera autonoma e cosciente.

Ogni pensiero possiede un'energia tutta sua. Partendo da questa premessa occorre differenziare i pensieri, tanto per usare un linguaggio duale, in positivi e negativi. I primi aumentano i nostri livelli energetici e ci aiutano ad evolvere, facendoci godere delle cose belle della Vita. I secondi, invece, sono proprio come dei buchi neri ed hanno la caratteristica di nutrirsi della nostra energia fino, in alcuni casi, a farci ammalare o morire.
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Almeno il 90% del genere umano è posseduto e pilotato dai pensieri. Ogni giorno, uscendo di casa, lo si può notare sui volti di chi s'incontra, a patto che non si dorma quanto o più degli altri! Dando per scontato che si sia svegli quel tanto che basta per poter eseguire i programmi quotidiani avendone almeno il 40% di consapevolezza (media già alta in un società di zombie rincretiniti da smartphone e altre cretinerie aventi il solo scopo di lobotomizzare e rendere schiave le masse "alla moda"), si potrà notare l'assenza quasi totale delle persone dalle espressioni dei loro visi.

Quando parlo di assenza mi riferisco alla mancata presenza mentale. In poche parole, la maggior parte dell'umanità è persa nei propri pensieri e da essi posseduta. Ciò è possibile a causa del livello di vigilanza su di sé molto scarso o assente. Solo chi lavora IN MANIERA COSTANTE SU DI SE' può rendersi conto quando il pensiero sta per colpire per portare all'inconsapevolezza.
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Chi non lavora su di sé vive questi momenti come "routine quotidiana", essendo "troppo impegnato" per osservare la mente, dopotutto questo, secondo gli zombie, è un lavoro filosofico per gente che "non ha impegni".... Chissà chi parla?!? Io avrei un'idea in merito.... La MENTE CHE MENTE! Sempre lei!

Quando si è posseduti dal pensiero si perde il controllo su di sé e sulla propria Vita. Sarà il pensiero, infatti, a gestire la Vita delle persone inconsapevoli, ovviamente. A proposito d'inconsapevolezza, va detto che il pensiero può prendere il controllo totale o parziale della Vita del soggetto da esso posseduto. Ciò dipenderà dal grado d'inconsapevolezza del soggetto posseduto dal pensiero.
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In generale, il pensiero tende a possedere e controllare la mente non osservata, praticamente tutti coloro che non hanno coscienza di sé e che non hanno mai lavorato seriamente su di sé. Come dicevo prima, vi sono due livelli d'inconsapevolezza: totale o parziale. Nel primo caso, il pensiero diventerà padrone assoluto della nostra mente e, di conseguenza, influenzerà in maniera completa le nostre azioni, le nostre scelte e saboterà quelli che sono i programmi non in linea con le sue "direttive".

Nel caso d'inconsapevolezza parziale, il soggetto non sarà totalmente posseduto dal pensiero. Infatti, ci saranno dei momenti di lucidità e presenza nel QUI E ORA che si alterneranno, però, con momenti di buio completo. Se in questo caso la mente non riesce a fare da padrona assoluta, ciò sarà dovuto al fatto che il soggetto al quale appartiene, sta cominciando a capire che dentro di sé c'è qualcuno che lo controlla, ciò grazie anche all'eventuale lavoro su di sé che avrà scelto d'intraprendere allo scopo di liberarsi dai condizionamenti ed ascendere più rapidamente alle "alte sfere".
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Il problema più grande di chi è posseduto dal pensiero è l'immedesimazione con lo stesso. Così le persone che fanno pensieri allegri avranno un aspetto allegro, sorridente e leggero. Saranno più aperte al dialogo, cercheranno compagnia e saranno capaci d'intrattenere tante persone senza mai annoiarle. 

Diverso sarà, invece, l'aspetto della stessa persona quando farà pensieri tristi, di odio, vendetta, rabbia o che la faranno sentire in colpa. In quel caso tenderà a chiudersi in sé, a fuggire gli altri ed avrà un aspetto abbattuto, con le spalle basse. Chi incontrerà queste persone non ne sarà di certo entusiasta e tenderà ad esserne, a sua volta, influenzato negativamente, a meno che non abbia fatto un lavoro su di sé e sia in equilibrio.
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Ma come fare per scoprire ed annullare o, quantomeno, arginare questa possessione da parte del pensiero? Innanzitutto occorre capire che, nonostante il lavoro su di sé, per quanto avanzato possa essere, la mente cercherà sempre di farci credere ai pensieri da lei creati. Il primo passo, quindi, consisterà nello smettere di giudicare ciò che si pensa, cominciando a capire, invece, che questa è solo una sua funzione naturale.

Dopo di ciò bisogna cominciare a disidentificarsi dai pensieri stessi. Ciò sarà possibile sviluppando una capacità di osservazione distaccata. Per favorire questa qualità, ci si può paragonare agli attori di un teatro che guardano recitare i propri colleghi in un'opera senza, tuttavia, prenderne parte. 

Ma, al di là di tutto ciò, quello che occorre fare per liberarsi dalla possessione da parte dei pensieri è LASCIARLI FLUIRE SENZA RESISTERVI RIMANENDO, AL CONTEMPO, PRESENTI NEL QUI E ORA MENTRE IL PROCESSO DI PENSIERO STA AVVENENDO. Solo in quel momento ci renderemo conto che il pensiero è sì un processo ineluttabile ma che, tuttavia, siamo noi a scegliere su quale pensiero soffermarci cominciando, proprio in quel momento, A PENSARE E NON PIU' AD ESSERE PENSATI.

Vincenzo Bilotta

domenica 30 ottobre 2016

La follia come mezzo di cambiamento

Quante volte avreste voluto cambiare e non ci siete mai riusciti per diverse paure? Paura del giudizio, paura del cambiamento stesso, paura del futuro, di scontentare qualcuno.... Alcune volte vi sarà capitato che, mentre confidavate un vostro progetto futuro ad un conoscente, egli vi abbia preso per folli dicendovi frasi del tipo: "ma chi te lo fa fare?", "sei impazzito?", "cosa penseranno gli altri?", "e se non dovesse riuscire?".

In questi casi, se non eravate pronti, sicuramente sarete tornati sui vostri passi, avrete avuto ancor più paura perché avete sommato alle vostre le altrui paure e, in conclusione, non avete mosso un passo in direzione dei vostri progetti futuri volti alla realizzazione della Vita dei vostri sogni.
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Insomma, spesso si rinuncia a vivere perché si è troppo poco centrati per riuscire in un'impresa senza chiedere consiglio agli altri. Così facendo, però, si vivrà sempre in uno stato di dipendenza dai pareri altrui. Se gli altri saranno d'accordo a maggioranza sulle vostre decisioni, allora sì, sarete sicuri di far bene.... Ma far bene cosa, poi? In questi casi mi sa che più che al bene vostro e alla realizzazione dei vostri sogni tenderete al bene e alla realizzazione dei sogni della maggioranza dell'assemblea giudicante la vostra Vita!

E siccome non dovete approvare un bilancio di una società ma si tratta, invece, di decidere della vostra Vita, allora è meglio che lasciate stare i pareri altrui perché, per quanto razionali possano sembrarvi all'apparenza essi, in realtà, nascondono dietro tutte le paure congelate del soggetto di turno al quale chiederete consiglio in merito ad una scelta che voi dovete fare.
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Pensate sia bello stare sempre in speranza degli altri per prendere delle decisioni che cambieranno la vostra, di Vita? Questa non è sicuramente evoluzione nè crescita sia spirituale che materiale. LA VERA RICCHEZZA CONSISTE NELLO SPERIMENTARE LA VITA ASSUMENDOSENE LA RESPONSABILITA' AL 100%.
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Spesso, quando farete di testa vostra (finalmente!), senza più chiedere consiglio a nessuno, sarete presi per folli, per delle persone che non sanno stare in società (composta in gran parte da pecore alla moda). Se siete disposti ad essere presi per folli avrete da subito diversi vantaggi: per prima cosa prenderete in mano le redini della vostra Vita e ne diventerete, finalmente, padroni assoluti, poi smetterete di farvi influenzare dagli altrui pareri pur continuando ad ascoltarli e tenendoli in considerazione quando validi (non dovete per forza fare il contrario di quanto vi consigliano se ciò va a vostro vantaggio).

Imparate ad assumervi la responsabilità delle vostre scelte, della vostra Vita. Così facendo diventerete padroni del vostro destino senza agire in compartecipazione con nessun altro. Per diventare creatori della propria realtà futura bisogna prima diventare folli, uscire dagli schemi e smettere di credere a quello in cui crede la maggior parte delle persone.
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I risultati standard sono per le persone mediocri che non osano. L'eccellenza in tutti i campi la raggiunge chi ha il coraggio di osare risultando, per ciò stesso, folle, diverso, strano e chi più ne ha, più ne metta! Andate oltre, diventate pazzi, rischiate l'isolamento, il giudizio, ma vivete da persone libere!

Vincenzo Bilotta

domenica 16 ottobre 2016

Decondizionarsi dalle memorie antiche

Accade all'improvviso, quanto meno ce l'aspettiamo. Si manifesta sotto forma di tristezza, senso di oppressione, ci si sente confusi, arrabbiati, spesso senza motivo apparente. Quelli descritti sono alcuni dei segni derivanti dal riaffiorare delle memorie antiche. Ci si sente strani e, a meno che non si stia lavorando e vegliando su di sè, non si riesce a capire il perché.

Come tutti sappiamo, la nostra mente è paragonabile ad un registratore. Al suo interno, infatti, vengono archiviate tutte le esperienze che verranno vissute dal momento della nascita e per il resto della propria Vita terrena. Tutto ciò che apprendiamo, man mano che lo ripetiamo, entrerà a far parte del nostro modo di pensare e di agire senza che spesso ce ne rendiamo conto.
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Tipico esempio è il guidare l'automobile. Dopo aver imparato le nozioni di base ed aver fatto pratica, verrà quasi automatico guidare l'auto mentre con una mano si mangia un panino e con l'altra si parla al telefonino. Ciò sarà possibile grazie al fatto che la mente incamera e registra tutto ciò di cui fa esperienza per poi tirarlo fuori al momento opportuno per aiutarci nello svolgimento dei nostri compiti quotidiani.

Ma, c'è un grosso ma.... Così come la mente registra ed archivia eventi utili e felici, essa memorizza e conserva anche eventi meno felici quali lutti, abbandoni, violenze e via dicendo. Anche questi eventi memorizzati dalla mente, che per comodità chiamerò come si usa in psicologia energetica memorie, rimarranno conservati nell'archivio del cervello, al secolo Ippocampo che è la sede della memoria.
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Che differenza c'è fra eventi felici ed eventi traumatici? A parte il loro contenuto in termini di energia ed effetti sulla fisiologia del soggetto che andrà a riviverli, la differenza sostanziale che passa fra loro è che, mentre gli eventi felici vissuti da un soggetto vorranno essere sperimentati svariate volte in quanto fonte di piacere e gratificazione personale, gli eventi meno belli o, addirittura, traumatici, verranno evitati perché portatori di tristezza e dolore.

La mente, però, archivia tutto e, al momento opportuno, tira fuori dalla scatola della memoria proprio l'evento che rispecchia per similitudine una situazione che si starà vivendo nel momento presente. Ovviamente, se stiamo vivendo un periodo di separazione o lutto, la mente tirerà fuori dalla scatola dei ricordi degli eventi simili che si sono vissuti nel passato.
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Dopo aver brevemente spiegato i processi di archiviazione dei ricordi e dei vissuti in generale da parte della mente, voglio adesso parlarvi di come ci si può decondizionare dalle memorie antiche. Le memorie antiche sono sia legate a ricordi felici che a ricordi più o meno traumatici che possono risalire alla nostra infanzia, a pochi anni fa o quando eravamo ancora nel grembo materno.

Nessuno vorrebbe decondizionarsi da quelli che sono i bei ricordi, anzi vorrebbe si ripetessero all'infinito! Diverso è il caso in cui si stia vivendo un periodo di lutto, abbandono, tristezza. In questi casi si vorrebbe fuggire via dal momento per cercare l'ipotetica salvezza nel futuro, salvezza, sia ben chiaro, che con questa fuga non potrà arrivare mai.
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Ma cosa fare in concreto quando vengono richiamate al presente memorie antiche mai risolte e risvegliate da un evento simile a quello archiviato dalla mente in passato? A parte le vie di fuga come le droghe leggere e pesanti, la violenza, il fumo, l'alcool o il sesso, la soluzione si trova nel riuscire a decondizionare la propria mente da questo tipo di memorie che sembrano tornare al solo scopo di tormentarci, ma come?

Innanzitutto, elemento base per cominciare a liberarsi da queste memorie consiste nel prenderne coscienza. Se non si comincia col prendere coscienza del ritorno delle memorie antiche, non si potrà mai sperare di potersene liberare, ciò per il semplice fatto che non se ne sarà al corrente. In questi casi si sarà intrappolati all'interno di un programma ad esecuzione automatica, un pò come accade al protagonista Neo nel film MATRIX.
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Solo dopo aver preso coscienza del ritorno di queste memorie antiche si potrà cominciare ad osservare l'innesco del meccanismo di reazione automatica che tenderà a farci rivivere quelle situazioni di sofferenza che sembravano dimenticate e lontane. Una volta osservato il meccanismo d'innesco che porta alla reazione, per ciò stesso gli si toglierà il potere di tenerci sotto controllo, ciò sia a livello psichico che fisico e, di conseguenza, si potranno evitare stress o malattie.

Questo decondizionamento dalle memorie antiche ha grandi poteri curativi, e porta alla liberazione dall'influenza dei ricordi negativi e condizionanti legati al passato. Fondamentale è la presenza mentale: senza di essa, infatti, non si potrà mai riuscire a togliere la carica energetica a queste memorie. Quando ci sentiamo squilibrati, confusi, tristi, ciò a seguito di eventi dei quali siamo più o meno coscienti, possiamo chiederci se, per caso, non stia tornando a galla qualche memoria legata al nostro passato esperienziale.
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Effettuando un lavoro costante su di noi e continuando, al contempo, ad osservarci e ad esercitare la presenza mentale costante nella nostra Vita, potremo finalmente liberarci dai conflitti irrisolti legati al passato. Bisogna solo capire che le memorie antiche, quando riemergono, sono pronte ad essere liberate dalla loro carica energetica e guarite.

Se, il giorno in cui abbiamo vissuto un evento drammatico non eravamo ancora pronti ad affrontarlo ed elaborarlo nella maniera dovuta, la mente, per evitarci la follia o la morte, lo archivia o, meglio, lo congela. Ciò allo scopo di farci sopravvivere, di lasciarci prendere l'energia, l'esperienza e la consapevolezza necessaria per farcelo superare quando si ripresenterà nell'orizzonte della nostra memoria.
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Magari quando l'evento è accaduto abbiamo già sofferto abbastanza, ci saremo impegnati a dimenticare, creandoci delle dipendenze allo scopo di liberarci dal dolore e dalla paura. Probabilmente ciò ha funzionato per un determinato periodo di tempo anche se, nel frattempo, ci saranno stati dei disturbi legati proprio allo stress derivante dal riattivarsi continuo del ricordo dell'evento.

Ma, prima o poi, SE DAVVERO SI VUOLE GUARIRE E VIVERE LIBERI occorrerà LAVORARE SU DI SE' E VEGLIARE, aspettando e vedendo cosa succede. Solo una persona che lavora su di sé è pronta ad accogliere nelle dovute maniere il ripresentarsi di una memoria antica per poi lasciarla andare per sempre, dandole un significato positivo che gli permetterà di guarire ed evolvere verso i cieli più alti della consapevolezza.
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Quando vivete determinati ricordi a seguito del ripetersi di esperienze che li risvegliano, smettete di fuggirli e cominciate ad osservarli senza, tuttavia, applicare alcun giudizio come, invece, avreste fatto in passato. Ricordate sempre che, ogniqualvolta la mente ripesca determinati ricordi paurosi dal passato vi da un'opportunità per risolverli, decondizionarvi e vivere finalmente liberi e felici, QUI E ORA!

Vincenzo Bilotta

domenica 2 ottobre 2016

Sesso e tabù

Quando si parla di sesso ci si riferisce, in genere, non solo alle caratteristiche che differenziano, a livello anatomico, l'uomo dalla donna. Si parla di sesso, spesso e volentieri, riferendosi all'atto sessuale vero e proprio inteso sia a livello creativo che a scopo esperienziale-evolutivo fine a se stesso.

Il mondo di oggi sarà pure tecnologico, evoluto e via dicendo ma quando si parla di sesso, ancora oggi, tanti sono gli strascichi che la maggior parte dell'umanità si porta ancora dietro. Come ho già avuto modo di accennare nel mio libro (L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI), si parla del sesso attraverso eufemismi o doppi sensi. In realtà si scherza per non farne un dramma, visti i complessi religioso-culturali che sottostanno dietro una semplice funzione naturale.
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Fare sesso è bello, non solo perché avviene uno scambio di esperienze ed energie con l'altra persona ma, anche e soprattutto, perché l'atto sessuale in sé, se fatto con totale presenza mentale, permette di accedere al QUI E ORA attraverso la percezione del proprio corpo come del corpo del partner partecipante all'atto. Purtroppo, però, il sesso è stato da sempre visto sotto gli occhi indagatori ed inquisitori della religione e, di conseguenza, della morale.

L'argomento sesso in sé non è tabù né peccato. La religione però, attraverso secoli di brainwashing (lavaggio del cervello), lo ha trasformato in blasfemia e trampolino di lancio per l'inferno, biglietto di sola andata. Se il sesso fosse davvero peccato, come mai Dio ci ha dotati tutti indistintamente (preti e suore comprese), di organi genitali? Domanda banale ma determinante per scoprire come, in realtà, il sesso visto come peccato sia UNA PURA INVENZIONE DELL'UOMO ALLO SCOPO DI CONTROLLARE, ATTRAVERSO LA MANIPOLAZIONE E LA PAURA DI PECCARE, LE PERSONE.
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Il sesso fatto con amore, con il senso di mistero che lo ammanta, col desiderio di riscoprire l'altro allo scopo di donargli piacere e per scambiare energie ad altissimo livello evolutivo, è sicuramente non solo bello ma DIVINO. Ovviamente la repressione e il senso del peccato hanno portato a forme deviate di sessualità che degenerano nella pornografia e tutte le sue derivazioni.

Del resto, non bisogna dimenticare come il senso del peccato, inculcato nelle persone attraverso la religione, abbia portato ai cosiddetti blocchi sessuali quali impotenza e frigidità, derivanti da un blocco a livello mentale legato al senso di "disobbedienza" vissuto durante il compimento dell'atto sessuale stesso. Chi ci può liberare dal senso di colpa legato al compimento dell'atto sessuale? Nessuno, tranne noi stessi attraverso l'adozione di un nuovo modo di pensare riguardo al sesso.
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Bisogna vivere il sesso come libero godimento delle proprie naturali funzioni biologiche e fisiologiche togliendogli, al contempo, quegli attributi che lo descrivono come sporco o peccaminoso. In quest'ottica, il sesso andrà visto come modo di scambiare le energie con il partner per evolvere e liberare il proprio potenziale attraverso la libera espressione della propria sessualità. 
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Non bisogna cambiare il modo di fare sesso, semmai bisogna cambiare il modo di pensare riguardo ad esso. Non occorre nessun libro sul sesso, sul Kamasutra o quant'altro. Basta solo fare sesso con la mente sgombra da pregiudizi e tabù per poter dare una nuova qualità all'atto sessuale, trasformandolo da atto bestiale a celebrazione del Divino scambio di energie presenti in ognuno di noi.

Vincenzo Bilotta 

domenica 18 settembre 2016

Parole per liberare l'anima

       "In principio era il verbo, e il verbo era presso Dio e il verbo era Dio". (Gv., 1-1)

Ogni giorno, non appena usciamo di casa, cominciano le nostre interazioni col mondo esterno e i nostri simili. Il mezzo di comunicazione più efficace a nostra disposizione sono stati, da sempre, i gesti. In un secondo tempo furono create le parole per inserirle nel contesto di un discorso e per poter dare una denominazione ad eventi, cose e persone.

Dal giorno in cui la parola fu creata sorsero i diversi tipi di linguaggio che si diffusero nelle diverse parti del mondo. Dal momento stesso in cui nacque e si diffuse il linguaggio, le persone cominciarono ad usarlo e a capirsi meglio ma, anche, crearono determinate parole al solo scopo di fare del male agli altri o, in generale, per offenderli.
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La parola ha un potere magico ed ipnotico. Ogni parola racchiude al suo interno una potente energia. Bisognerebbe fare attenzione al corretto utilizzo delle parole nella Vita di tutti i giorni. Dire qualcosa di buono o cattivo ad una persona è come piantare un seme che, prima o poi, darà il suo albero coi frutti.

Ma molti non fanno caso a ciò che dicono, ciò sia a causa della profonda inconsapevolezza in cui versa gran parte del genere umano, sia pure perché molte persone utilizzano le parole che hanno dentro e che, spesso, risultano essere offensive in quanto sfogo sugli altri delle frustrazioni che tengono dentro i loro pensieri ossessivi.
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Detto in altre parole molte persone, invece di lavorare su di sè per smaltire la "spazzatura emotivo-conflittuale" che alberga al loro interno, preferiscono la via più facile, quanto inutile, che prevede la ricerca e il linciaggio del colpevole delle loro frustrazioni al loro esterno. Questo modo di utilizzare le parole da adito a continui litigi in uffici, palestre e, in generale, in tutti i luoghi in cui questi cadaveri inconsapevoli posano piede e cominciano ad usare le parole come armi da difesa/offesa.

Ho incontrato spesso persone del genere. Non sai mai quando e se ciò avverrà. Quando capita d'incontrare persone del genere si hanno due possibilità: o dar loro potere e lasciarsi ferire dalle parole velenose che pronunciano, oppure porsi in uno stato di ascolto interiore e di non-reazione.
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Nel primo caso, ovviamente, si scenderà al livello vibratorio di questi zombie emozionali e si farà il loro gioco fatto di azione-reazione TOTALMENTE AUTOMATICO e senza possibilità di scelta se non quella di litigare in un botta e risposta che durerà finché l'ego non sarà stufo.

Nel secondo caso, invece, le cose si metteranno in un modo molto, molto diverso. Partendo dal fatto che la persona di fronte a noi, che ci sta coprendo d'insulti più o meno pesanti, CE LA SIAMO ATTIRATA NOI PER GUARIRE UN NOSTRO CONFLITTO/PROBLEMA E LIBERARE FINALMENTE LA NOSTRA ANIMA DALL'INFLUENZA NEGATIVA E SABOTANTE DELLA MENTE, l'incontro con questi zombie inconsapevoli, può costituire uno spunto per guarire ciò che loro rispecchiano di noi.
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Ovviamente bisogna essere TOTALMENTE PRESENTI e, al contempo, non dare potere alle parole che l'altro ci lancerà contro, ciò a prescindere dalla pesantezza degli insulti. Attraverso la PRESENZA TOTALE si potrà osservare l'affiorare dell'emozione reattiva in noi mentre l'altro continua a sproloquiare al nostro indirizzo, senza peraltro reagire. Premetto che questo è un compito difficile, bisogna possedere un certo equilibrio ed avere effettuato un eccellente lavoro di auto-conoscenza ed auto-ascolto prima di poter raggiungere questo stato di non-reazione.

I vantaggi saranno molti. Primo fra tutti non si litigherà con nessuno, utilizzando il linguaggio come forma di comprensione e di guarigione invece di credere di avere una pistola in mano. Ricordiamo sempre che SIAMO NOI A DARE POTERE ALLE PAROLE DEGLI ALTRI. Si da il potere alle parole degli altri quando si crede a ciò che dicono e non si cerca di riflettere se noi siamo, in realtà, come ci descrive attraverso quegli epiteti poco affettuosi, chi ci sta ricoprendo d'insulti.
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Se si riesce ad essere abbastanza presenti da poter capire che le parole a noi rivolte, in realtà, non sono arrivate per caso e servono solo a liberare la nostra anima dalle interferenze mentali allo scopo di acquisire una visione più nitida della Vita, proprio in quel momento potrà avvenire la guarigione dal sogno di materia e il ricongiungimento col Divino che è sempre stato in noi seppur dormiente in chi  (la maggior parte degli esseri umani) è quasi o del tutto inconsapevole di sè.

Da oggi, impariamo a non dare peso a ciò che gli altri dicono di noi. Spesso ciò è solo una forma di giudizio e il giudizio, come sappiamo, deriva da una forma di esternazione da sè. Questa forma di esternazione da sè porta a credere alle persone che la colpa è sempre e solo degli altri e li porta, per ciò stesso, ad inveire, criticare, giudicare e screditare tutto e tutti. E' normale prendersela con il mondo quando non si ha la consapevolezza (coraggio) di dover lavorare su di sè.
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Prendersela col mondo ed inveendo contro di esso, non farà altro che aumentare le energie negative, il malcontento e la rabbia. Il risultato? Nulla! La soluzione a tutti i problemi esterni si trova e parte SEMPRE E SOLO dal nostro interno, dall'assumersi il 100% della responsabilità per gli accadimenti esterni a noi come risultato delle nostre proiezioni interne delle quali siamo ancora inconsapevoli. Solo osservando ciò che abbiamo al nostro interno potremo, finalmente, modificare in meglio il mondo che ci circonda e le relazioni con i nostri simili.

Il cambiamento parte dal singolo. Quando ci vedono cambiati le persone che ci conoscono, pur non chiedendo nulla, saranno portate a cambiare esse stesse di conseguenza, ciò specie se risulterà essere evidente dai lineamenti rilassati del nostro viso, dalla nostra calma equilibrata, dalla nostra voce pacata e, soprattutto, dalle parole di pace e amore che riusciremo ad inserire nei diversi contesti di dialogo che andremo ad intrattenere nei diversi momenti della giornata.

Vincenzo Bilotta




domenica 4 settembre 2016

A volte accade

Nella routine quotidiana si è sempre impegnati in qualcosa di più o meno importante. In queste occasioni, non rare, si perde di vista la propria essenza, ci si scorda perfino di esistere. Esiste solo la commissione da sbrigare e l'impegno successivo, poi l'altro e l'altro ancora......

Se qualcuno potesse avere inserito un microfono nella testa, si potrebbero ascoltare mille voci, mille musiche, mille giudizi, milioni di conflitti, indecisioni, rabbia contro se stessi o gli altri, tutto questo e anche di più. Tutto, tranne i rumori esterni. Sì, perché quando si pensa in maniera eccessiva, gran parte dell'umanità ha l'abitudine di farlo seppur in maniera inconsapevole, non si ascolta più nulla che non siano le proprie voci, musiche, conflitti, emozioni interiori.
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A volte accade però. A volte potrà accadere che ci si sorprenda a camminare, si riscopra il proprio peso distribuito per ciascun lato del corpo mentre si cammina, ascoltando il rumore dei propri passi. Capita, a volte, che si ascolti il rumore della pioggia che scende sulla terra bagnata, sull'asfalto, sulle nostre menti offuscate e faccia chiarezza, risvegli la CONSAPEVOLEZZA, faccia ritornare alla VERA VITA.

La normalità non consente a molte persone di poter percepire se stessi e il resto del mondo. La normalità consente solo d'inseguire le proprie chimere, di dare retta alle seghe mentali incombenti su di noi come una spada di Damocle, di essere inseguiti dal tempo fuggendo l'unico porto franco, il QUI E ORA.
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A volte, però, accade che si viva il momento, andando, per ciò stesso, oltre il conosciuto e rassicurante ronzio mentale destinato, così sembra, ad accompagnarci dalla nascita fino alla morte. A meno che.... A meno che non ci si ACCORGA DI ESSERE VIVI E DI RESPIRARE. Vivere il QUI E ORA non è un lusso, non è un patrimonio nelle mani di pochi eletti. Vivere nel QUI E ORA è una NECESSITA' DI VITA, un rinascere all'interno del proprio guscio mentale fino a romperlo e tornare a VEDERE LA LUCE, A RESPIRARE E SENTIRSI VIVI.

Bisogna metterci in gioco sapendo che l'avversario da sfidare è un duro, forte e ci conosce per bene. Ci siamo cresciuti con lui, condividendo tutto. Tuttavia, arriva un momento in cui è necessario separarsi da ciò che non è più necessario alla nostra evoluzione, ciò anche se sembra ingiusto, sbagliato, anche se ci eravamo talmente abituati alla sofferenza interiore da averne fatta una routine immancabile, quasi un evento da non perdere, spettacolo per pochi "eletti".
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Sicuramente vi starete chiedendo: DA DOVE COMINCIO? Vi rispondo subito: COMINCIATE CON LO STARE IN ASCOLTO DEI SUONI ESTERNI, siano essi auto di passaggio, persone che dialogano, uccellini che cantano, tuoni che rombano preannunciando un temporale. L'ascolto esterno può permettervi di distrarvi dal suono martellante ed ossessivo della mente coi suoi pensieri compulsivi sparati a raffica senza alcuna sequenza logica.

Dopotutto, la mente è nata per pensare. Ciò non è sbagliato, basta non identificarsi coi suoi pensieri. Lasciatela lavorare, è per questo che esiste! Tuttavia, ricordate sempre di farla lavorare per voi, mantenetevi capi della mente, osservatori muti, senza MAI sottomettervi al suo flusso incessante di pensiero. Quando dovete prendere delle decisioni, programmare il lavoro, le ferie, fare conti, allora attingete al suo infinito potenziale. 
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Quando non vi serve la mente, USCITENE FUORI E TORNATE A VIVERE, ascoltate i suoni esterni, meditate se necessario, camminate se vi fa star bene, fate l'amore ma distraete la vostra attenzione dai pensieri superflui perché, sopra ogni cosa, esistete voi, QUI E ORA, come creature Divine ed Immortali.

Vincenzo Bilotta

domenica 21 agosto 2016

Avere nuove idee

"Quando soffia il vento del cambiamento alcuni costruiscono muri, altri mulini a vento". (Proverbio cinese)

Vi è mai capitato d'incontrare delle persone che difficilmente cambiano idea? Sto parlando di quelle persone "tutte d'un pezzo" che fanno delle loro idee ammuffite il loro cavallo di battaglia oltre che uno dei pregi che contraddistinguono (secondo loro) il loro carattere. Questo tipo di persone è destinato ad arroccarsi ed essiccarsi nella spiaggia chiamata ricordi distorti e lì morire.

Ciò che caratterizza la Vita è la DINAMICITA', il suo continuo fluire ed evolvere. Spesso succede che un'idea, che fino a poco tempo prima era valida ed efficace, risulta presto essere non solo inefficace ma, anche, superata rispetto all'evolvere dei tempi/situazioni.
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Occorre possedere una certa flessibilità, un pò come quella che caratterizza i giunchi, per riuscire ad essere sempre al passo coi tempi e le situazioni che spesso si creano nelle nostre Vite. Per riuscire a vivere al meglio, però, occorre avere nuove idee da adattare alle svariate situazioni di Vita reale che si andranno vivendo.
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Essere flessibili significa non venerare un'idea fissa ma, al contrario, utilizzarla a proprio vantaggio fino a quando ci potrà tornare utile alla situazione che stiamo vivendo e cambiarla, invece, quando la sua utilità sarà cessata. Quando accadono dei cambiamenti nelle Vite di alcune persone, quelle che riescono ad utilizzare questi cambiamenti a proprio vantaggio sono sempre coloro i quali possiedono caratteristiche di flessibilità, apertura mentale e disponibilità a lasciare andare.

CHI NON FLUISCE CON LA VITA VIENE INEVITABILMENTE SPAZZATO VIA. Alla luce di quanto detto, quindi, risulta fondamentale non avere una sola idea ma tante idee quante sono le situazioni che si presentano nel corso della nostra Vita. CHI E' TROPPO AFFEZIONATO AD UNA PROPRIA IDEA E POCO DISPOSTO A CAMBIARLA NONOSTANTE LA SITUAZIONE LO RICHIEDA PER IL SUO BENE OLTRE CHE PER LA SUA EVOLUZIONE, NON E' UNA PERSONA COERENTE, E' UNA PERSONA GIA' MORTA.
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Chi non è flessibile non è destinato ad evolvere ma a stagnare ed ammuffire. La persona rigida e chiusa nei suoi schemi mentali è come un somaro abituato a vedere la strada attraverso i paraocchi. Percorrendola ogni giorno la conosce a memoria, ciò nonostante avrà una visuale limitata proprio dalla presenza dei paraocchi sul suo viso. Di conseguenza, se nel frattempo la strada sarà franata ai margini o, ad esempio, in un punto precluso al suo campo visivo limitato, il somaro la percorrerà ugualmente cadendovi dentro.

Ciò capita a chi è duro nelle proprie abitudini, a chi dice sempre che vuole cambiare in un giorno che, però, non è mai (guarda caso) oggi ma sempre domani, domani, domani. Un domani che non verrà mai! La flessibilità mentale, la disponibilità a far proprie nuove idee, sono dei requisiti che hanno fatto propri le persone di successo.
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Quando parlo di persone di successo non mi riferisco solamente ai manager o a chi è riuscito ad arricchirsi attraverso l'utilizzo di nuove idee ma, anche e semplicemente, a persone comuni che sono riuscite a ribaltare a proprio vantaggio situazioni che si sono presentate all'interno delle loro Vite in tutta la loro drammaticità e che hanno avuto la forza di trasformarle fino a farne un'opera d'arte.

Da oggi in poi quindi, se volete realmente cambiare per vedere trasformata la vostra Vita da routine a pura magia, imparate a sviluppare la flessibilità necessaria che possa consentirvi di avere nuove idee da utilizzare a vostro vantaggio per avere successo, sempre!

Vincenzo Bilotta