domenica 22 novembre 2015

Osservarsi per cambiare

Oggi voglio parlarvi del fenomeno dell'osservatore, già ampiamente descritto dalla fisica quantistica nei termini che andrò fra poco a sintetizzare in maniera semplice. Prima, però, voglio porre in evidenza il fattore che mette in correlazione la fisica quantistica col buddismo.

Infatti, proprio come in fisica quantistica si parla del fenomeno dell'osservatore, anche nel buddismo, millenni prima della nascita della fisica dei quanti, si parlava dell'osservatore come dell'osservazione in se stessa, ciò in riferimento a specifiche tecniche che si utilizzano da sempre durante la meditazione. Dopotutto, non è solo in materia di osservazione che incontriamo dei punti d'incontro fra il buddismo classico e la fisica quantomeccanica.
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Anche il termine Maya, che nel buddismo sta ad indicare l'illusione dei sensi, viene ripreso dalla fisica quantistica, seppure in termini diversi, quando essa parla dell'illusione della materia, essendo quest'ultima solida solo in apparenza. In realtà, secondo la fisica quantistica anche il muro più duro è pura illusione, essendo questo costituito da particelle oscillanti ad altissima velocità che danno solo l'illusione della solidità, ciò a causa dell'altissima velocità di oscillazione stessa.

I primi a parlare dell'interazione tra oggetto osservato e soggetto osservante furono i fisici quantistici Werner Heisenberg, Niels Bohr e successivi. Essi descrissero questa interazione fra materia e individuo come il fenomeno dell'osservatore: in base a questo fenomeno, la semplice presenza di una persona durante un esperimento può portare a risultati diversi rispetto al caso in cui questa persona fosse assente.
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Certo, nel buddismo si parla di osservazione come metodo per distaccarsi dai propri pensieri allo scopo di trascenderli per potersene, infine, liberare per arrivare ad uno stato di "non mente", essenziale per espandere la coscienza durante la meditazione. Tuttavia, secondo me, il solo fatto di osservare i propri pensieri tendendo, per ciò stesso a farci uscire dal circolo vizioso che tenderebbe a farceli ripetere ossessivamente per un numero di volte pressoché infinito, ci permette, per ciò stesso, di cambiare.

A questo punto è facile trovare dei punti in comune fra la fisica quantistica e la meditazione buddista. In entrambi i casi, infatti, è facile scoprire come, attraverso la semplice interazione con un fenomeno (osservando il pensiero nel caso della meditazione o un determinato oggetto nel caso del fenomeno dell'osservatore rilevato in fisica quantistica), è possibile modificare il fenomeno stesso.
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Il solo osservare qualsiasi processo, sia esso un pensiero o un evento, ne modifica il finale. Ciò avviene ad opera del soggetto osservante e in base al suo stato d'animo. Se ad osservare un pensiero è una persona con un grado di consapevolezza basso, i risultati non saranno dei migliori. Mentre se, viceversa, ad osservare un pensiero, o un fenomeno, sarà una persona con una consapevolezza osservante esercitata ed una fede in qualcosa di più grande di lei, i risultati saranno pari alle aspettative dell'osservatore stesso.

In altre parole, si può osservare un fenomeno pensando a tutt'altro, oppure osservare un determinato accadimento pensando alla realizzazione di un suo possibile finale in base al proprio potere di osservazione esercitato. I risultati saranno diversi. In particolare, nel caso in cui il fenomeno sia osservato da un semplice passante, gli effetti dell'osservatore sul fenomeno osservato saranno diversi a seconda dell'umore dell'osservatore stesso, umore che determinerà ordini diversi di aspettative legate al fenomeno.
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Mentre, invece, nel caso in cui il fenomeno venga ad essere osservato da una persona che nutre aspettative fortemente positive ed orientate ad una felice evoluzione del fenomeno, i risultati saranno sempre positivi, ciò grazie anche al potere della fede.

Quanto detto vale anche per il lavoro su di se durante la meditazione. Quando si osservano i pensieri e per il fatto stesso della loro osservazione da parte nostra, in quel momento essi cambiamo. Questo cambiamento avviene grazie al fatto che, osservando il pensiero smettiamo d'identificarci con esso e ci eleviamo, per ciò stesso, ad un livello di coscienza superiore operando, per ciò stesso, un cambiamento duraturo e definitivo.

Ovviamente, per mantenere i risultati ottenuti attraverso l'osservazione di se come dei fenomeni che ci circondano, occorre esercitarsi nell'atto di creare la realtà in base alle proprie esigenze smettendo, al contempo, di continuare a credere che la Vita sia frutto del caso e che Dio sia lontano da noi.

Vincenzo Bilotta


domenica 8 novembre 2015

Il regno delle tenebre

Ognuno di noi arriva a percorrere il proprio cammino di crescita personale per svariati motivi. Si può essere, ad esempio, insoddisfatti della propria situazione di Vita, a seguito di un lutto, di un abbandono, di un lavoro perso o mai trovato... Diverse possono essere le vie che porteranno alla ricerca di quel "qualcosa di più" che sembra mancare nella Vita di certe persone e che, dopo certi accadimenti, esse cominceranno a ricercare.

Di questo cammino di ricerca ne parlo nel mio libro METAMORFOSI SPIRITUALE, YOUCANPRINT EDIZIONI, nel capitolo non a caso intitolato LE VIE DI ACCESSO ALL'ADESSO, al quale vi rimando per ulteriori approfondimenti.
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Ovviamente, quando si deciderà, ad un certo punto della propria Vita, di intraprendere un determinato percorso di crescita personale allo scopo di dare un senso alla propria esistenza, si dovranno fare i conti con le proprie paure e convinzioni limitanti. Come ha avuto modo di leggere chi mi segue già da tempo nei precedenti articoli da me pubblicati, non basta volerlo, il cambiamento, perché si ottenga, occorre anche AGIRE ALLO SCOPO DI TRASFORMARE LA PROPRIA VITA.

Quando si comincia ad agire per trasformare la propria Vita, si dovrà prima attraversare quello che io chiamo il regno delle tenebre. Infatti, non è che un bel giorno ti alzi e cambi radicalmente o, meglio, pochi sono riusciti in questo, Eckhart Tolle, autore de IL POTERE DI ADESSO, uno fra i pochi. Ma anche Eckhart Tolle, prima del risveglio, ha dovuto attraversare il suo regno delle tenebre e sorbirsi la sua buona dose di paure irrisolte e convinzioni limitanti.
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Il fatto è che, quando decidi di intraprendere un determinato percorso di crescita dovrai inevitabilmente cominciare a fare "pulizia" al tuo interno, aprendo "stanze" che in precedenza, un pò per paura, un pò per pura indolenza spirituale, non hai mai aperto e delle quali, di conseguenza, non conosci le condizioni né il contenuto.

Un lavoro elaborato, insomma, che richiede tempo, dedizione e coraggio. Bisogna aprire il proprio cuore, infatti (cor-agere), per riuscire ad accogliere il cambiamento cominciando, nello stesso tempo, ad amarlo e desiderarlo al proprio interno. 
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Quando tutto è pronto accade spesso che gli ultimi a saperlo saremo noi... Sì, avete capito bene! Il più delle volte, infatti, non è che cambi perché lo vuoi, il cambiamento è obbligatorio a prescindere da ciò che ne potresti pensare in merito. Insomma, arrivato ad un certo punto della tua Vita, quando verranno a realizzarsi determinate condizioni affinché il cambiamento possa verificarsi, si hanno due scelte: cambiare o perdersi nelle tenebre.

Molti non scelgono perché o hanno troppa paura o sono troppo addormentati e intontiti dal continuo cicaleccio mentale. In questi casi, queste persone-zombie, non scegliendo scelgono di perdersi nelle tenebre. Perdersi nelle tenebre significa far finta che vada tutto bene aiutando il raggiungimento di questo stato di pseudoequilibrio attraverso l'assunzione di droghe, il sesso, l'alcool, gli sport estremi e, in generale, cercando tutto ciò che possa dare un refrigerio sia pur momentaneo dall'attività mentale disfunzionale e totalmente incontrollata.

Chi, invece, riesce ad andare oltre le proprie paure, dovrà, suo malgrado, attraversare il regno delle tenebre. Solo dopo aver attraversato e superato questo regno fatto di conflitti irrisolti, paure e schemi ereditati dal passato, ci si potrà considerare avanti nel percorso di crescita personale.

Molti sono stati per molto tempo nel regno delle tenebre ma non se ne sono mai accorti in quanto hanno sempre creduto che quella fosse la normalità. Del resto, se ci si limita a guardare in giro, si potrà notare che oltre il 90% della popolazione mondiale risiede in pianta stabile in questo regno dell'oscurità totale.
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Capita che ci si abitui al buio e così, di conseguenza, la luce sarà troppo fastidiosa per poter essere riconosciuta e desiderata dall'occhio che ha sempre vissuto nell'oscurità. Paradossalmente in questi casi, queste persone troveranno più confortevole il buio dell'inconsapevolezza e lo sceglieranno alla luce del risveglio dal sogno di materia.

Qualsiasi situazione di Vita stiate vivendo in questo preciso istante, per quanto pesante e senza via d'uscita possa apparire ai vostri occhi, sappiate che siete solo in un periodo di transizione, una sorta d'inferno dantesco (Dante illustra magnificamente gli stati mentali umani attraverso il percorso descritto ne LA DIVINA COMMEDIA) dal quale potrete uscire, non senza un serio lavoro su di sé, se lo vorrete davvero e AGIRETE DI CONSEGUENZA.
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Da oggi potrete, se DAVVERO lo vorrete, usare qualsiasi vostra situazione di Vita che non riuscite ad accettare (lutto, abbandono da parte del partner, lavoro perso, incomprensioni familiari) come spunto per evolvere capendo che quello che state attraversando in questo momento è un percorso iniziatico che vi sta portando a passare dal regno delle tenebre.

Se riuscite ad accettare la vostra situazione di Vita abbandonandovi ad essa e non opponendovi più resistenza, vedrete che presto questo stato di accettazione vi porterà a fare luce nella vostra situazione di Vita illuminando, finalmente, questo regno delle tenebre e facendovi scoprire che, quelli che credevate essere scheletri nel vostro armadio in realtà erano solo delle grucce abbandonate nell'oscurità.

Vincenzo Bilotta

lunedì 2 novembre 2015

Risvegliarsi

Mancano pochi giorni ormai all'uscita del mio nuovo libro METAMORFOSI SPIRITUALE, YOUCANPRINT EDIZIONI. Questa sera ho il piacere di condividere con voi nel mio blog uno dei suoi capitoli. Vi ricordo che sarà disponibile, così come L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, (mio primo libro), presso le vostre librerie di fiducia oppure online, fra gli altri canali, su: YOUCANPRINT, MACROLIBRARSI, IL GIARDINO DEI LIBRI, FELTRINELLI, MONDADORI, HOEPLI, AMAZON, IBS. Buona lettura e grazie!

Vi siete mai guardati attorno al mattino uscendo da casa? Riuscite a vedere ancora ciò che vi circonda o vi limitate a vivere nei vostri programmi mentali di Vita quotidiana? Beh, buona parte della gente vive una Vita programmata, in cui non c’è spazio per la contemplazione né, tantomeno, per la presenza consapevole necessaria a percepire e respirare l’odore di un fiore.

Quando esco, mi saltano all’occhio gli stati inconsapevoli in cui versa la maggior parte della gente. Essi corrono e si affannano, vivono fin troppo seriamente una Vita che scorre sotto i loro occhi senza che ne riescano a godere appieno, presi come sono dai problemi creati dalle loro menti iperattive.La gente non è mai presente a ciò che fa. 

Essa vive in una condizione mentale la quale, spesso, lungi dal far percepire la realtà esterna, costringe gran parte delle persone a vivere in un mondo che esiste solo nelle loro teste. La gente vive in uno stato di sogno, dove smette di esistere una percezione oggettiva degli accadimenti, così come delle persone, per lasciare spazio ad una visione soggettiva basata su processi automatici ed associativi all’interno dei quali viene a perdersi la realtà delle cose così come sono.

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Questo stato d’inconsapevolezza porta a diverse conseguenze. Prima fra tutte, l’inconsapevolezza porta allo svolgimento di lavori in cui spesso sono riscontrabili errori dovuti alla mancata presenza mentale totale (incidenti sul lavoro per distrazione). Essendo inconsapevoli, inoltre, si è più facilmente soggetti a cadere vittime dei messaggi subliminali con i quali ci bombardano costantemente i mass media allo scopo di indurci ad acquistare determinati prodotti o a votare un determinato partito politico.

Altra e non meno importante conseguenza di questo stato di sonno è il verificarsi della condizione di malattia e stress di cui quasi tutti soffrono a causa del distacco dalla realtà provocato dal vivere troppo nella mente. Occorre un risveglio collettivo affinché si possa uscire dallo stato di sonno ipnotico in cui versa la maggior parte della gente. 

Questo è possibile attraverso diverse tecniche meditative, ma anche semplicemente prendendo consapevolezza del mondo esterno attraverso l’attenzione che si può prestare durante lo svolgimento delle azioni quotidiane. Basterà la nostra semplice presenza oltre che fisica anche mentale, per permetterci un graduale risveglio dallo stato sub-ipnotico ed un ritorno alla realtà che sempre ci ha circondato, ma che raramente abbiamo percepito.

Ma occorre precisare che, affinché il risveglio sia totale, occorrerà imparare a difendersi dai subdoli messaggi subliminali con i quali ogni giorno ci tartassano i mezzi di comunicazione di massa allo scopo di ottenere qualcosa da noi, spesso con l’inganno e approfittando del nostro scarso stato di presenza mentale. Bisogna imparare a scegliere indipendentemente da ciò che il sistema vorrebbe realizzassimo per alimentarlo; semplicemente dobbiamo imparare, attraverso il risveglio, a fare ciò che nasce dal nostro stato di consapevolezza più profonda.

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Solo attraverso il nostro risveglio totale potremo ottenere questi risultati e far sì che anche gli altri, chi è pronto a farlo, possano risvegliarsi assieme a noi. Il fatto di aver raggiunto lo stato di risvegliati, comporterà una responsabilità nei confronti delle altre persone ma non necessariamente un obbligo. Potremo aiutare le persone che ce lo chiederanno e avranno la volontà di ascoltare i nostri consigli, ma senza pretendere di “salvare” coloro i quali chiederanno per semplice curiosità senza poi fare nulla o quelli che mostreranno un disinteresse totale sull’argomento. 

Solo chi è davvero pronto può svegliarsi. Basta accendere la Tv o leggere i giornali per rendersi conto del clima in cui versa il mondo di oggi: violenze, omicidi, governi fallimentari e sfruttatori, sono ormai all’ordine del giorno e fanno parte del vivere quotidiano al quale si è adattata supinamente la maggior parte della gente. Ma vi siete mai chiesti il motivo per cui molte cose accadono senza che si possa avere su di esse un controllo apparente?

Secondo me, tutto ciò è dovuto proprio al fatto che la maggior parte delle persone non ha ancora capito che non esiste nessun obbligo per cui lo stato delle cose attuali debba rimanere così; esso, infatti, può essere cambiato in qualsiasi momento. Basterebbe cominciare a pensare con la propria testa, senza farsi più influenzare dai mezzi di comunicazione manipolatori e subdoli provenienti dai mass media.

Occorre comunque dire che dietro i mass media stanno spesso delle associazioni segrete delle quali fanno parte persone altamente evolute aventi lo scopo di manipolare e controllare il genere umano a proprio esclusivo vantaggio, condizionandone le scelte e i comportamenti attraverso i mezzi di diffusione di massa dei quali sono proprietari, arrivando, spesso, nelle case delle persone ed effettuando un vero e proprio brainwashing (lavaggio del cervello).

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Tutto ciò può essere evitato se si inizia ad avere una certa consapevolezza, specie se si guarda molta Tv. Durante la visione di determinati programmi, infatti, i suoni e i colori in essi contenuti inducono, nei soggetti che li seguono, uno stato sub-ipnotico, durante il quale essi diventano facilmente manipolabili. Ciò non significa che non si dovrà più guardare la Tv. 

Bisognerà solo essere vigili e consapevoli di ciò che si vede ed ascolta durante la trasmissione dei programmi, allo scopo di poter filtrare la spazzatura contenuta al loro interno al fine di poter preservare la nostra integrità mentale.Ma, perché si possano cambiare sistema economico, governi fallimentari e quant’altro non coincide con le aspettative della stragrande maggioranza delle persone, occorre un risveglio delle masse. 

Bisogna che la gente inizi ad essere educata ad avere una visione diversa da quella che ha avuto fino ad oggi di quelli che sono gli accadimenti quotidiani, allo scopo di permetterle di codificare in maniera vantaggiosa, per sé e i propri cari, ciò che si manifesta nel mondo esteriore.Solo così si otterrà un cambiamento in meglio di tutta l’economia, finanza, governi e una diminuzione della criminalità. 

Chi commette crimini, spesso lo fa perché l’ambiente in cui è cresciuto non gli ha lasciato altra scelta. La mancanza di consapevolezza non è dovuta a fattori ereditari, piuttosto essa deriva dal fatto che chi è preposto all’educazione dei giovani è anch’egli inconsapevole ed addormentato. Dopotutto, se una persona ha dentro di sé il caos, inevitabilmente non potrà che portarlo anche nel mondo circostante nel quale quotidianamente vive.

(Immagine presa dal web)
Il risveglio è già in atto. Molta gente si prodiga, attraverso seminari e libri, allo scopo di risvegliare nuovi stati di coscienza nelle persone comuni, per poterle liberare dai gioghi derivanti dalle convinzioni limitanti ereditate attraverso l’educazione ricevuta da bambini, da persone sicuramente anch’esse inconsapevoli.

Non commettiamo l’errore d’incolpare i nostri genitori della nostra inconsapevolezza perché non è quella la strada, in quanto anch’essi erano stati a loro volta educati da persone inconsapevoli. Occorre semplicemente chiudere col passato, senza cercare colpevoli da immolare come capri espiatori. PER RISVEGLIARSI BISOGNA RINASCERE NELL’ETERNO PRESENTE, CREANDO MOMENTO PER MOMENTO LA REALTA’ CHE PIU’ SI ADATTA ALLA REALIZZAZIONE DEI NOSTRI SCOPI.

(La copertina del mio libro)
A volte potrà accadere che, nonostante si frequentino seminari o si leggano libri, il risveglio non avvenga. Ciò sarà dovuto al fatto che, determinate persone, per risvegliarsi, necessitano di vivere delle esperienze caratterizzate da sofferenza per loro o per i propri familiari. Questo costituirà, spesso, l’occasione per liberarsi definitivamente dal dolore e raggiungere lo stato di pace interiore.


LO STATO DI RISVEGLIATO E’ CARATTERIZZATO PIU’ DAL SENTIRE CHE DAL CONOSCERE. Esso è uno stato profondo dell’essere che va al di là delle parole. Quando si aprono gli occhi alla realtà, la mente diventa un mezzo smettendo, al contempo, di essere un tiranno come, invece, era stata fino a quel momento.

Vincenzo Bilotta