domenica 15 febbraio 2015

Una Vita preconfezionata

Quasi tutti vivono una Vita preconfezionata. Sì, avete capito bene, preconfezionata, proprio come un abito. Ed è proprio come un abito che sarà: a volte calzerà bene, altre volte, la maggior parte, verrà stretto e ci saranno da fare degli aggiustamenti.

I sarti principali della nostra Vita sono, sicuramente, i nostri genitori con le loro aspettative. Essi vogliono il meglio per noi, nessuno lo ha mai negato. Solo, spesso succede che il loro "meglio" non coincida con le nostre aspirazioni anzi, il più delle volte, diverga totalmente. Certo, non tutti i genitori sono dispotici e severi, la maggior parte ci ha lasciati liberi entro certi limiti.

Il fatto è che, limite o non limite, ci si trova ad essere educati, a frequentare certe scuole per avere una formazione migliore e così via. Questo è l'inizio di quella che sarà una Vita preconfezionata. Quando si hanno pochi margini di scelta, questo è il risultato. Si crescerà e si faranno cose perchè "è giusto così", perchè"tutti fanno così", perchè "altrimenti cosa diranno i parenti" e chi più ne ha (sicuramente ne avrete da aggiungere alla lista!), più ne metta.

Accadrà ad un certo punto che questa Vita, così come l'abbiamo vissuta fino a quel momento, cominci a starci stretta, a non piacerci più, a non appartenerci più. Cosa fare? Apportare le modifiche necessarie per trasformarla nella Vita dei nostri sogni. Una Vita, insomma, che calzi a pennello, proprio come un abito.

Per far ciò, bisogna prima diventare dei sarti speciali: i sarti della propria Vita. Proprio come i sarti, gli strumenti principali saranno: un metro per sarti, un paio di forbici e ago con filo. Come utilizzarli? Adesso ci arriviamo. Intanto ci tenevo a dirvi che, se davvero volete cambiare taglio al vostro abito-Vita, dovete cominciare a fregarvene del giudizio degli altri.

La Vita è proprio come un abito: ci sarà sempre chi si sentirà autorizzato a consigliarvi delle modifiche! Voi confezionatevi su misura la Vita che più desiderate, portandovi i colori, i tessuti e i bottoni che più vi aggradano.... E gli altri? Che si occupino dei fatti loro!


(Immagine presa dal web)

Adesso vi spiego, invece, come utilizzare gli strumenti da sarto per confezionare il vostro abito-Vita. Cominciamo col metro: esso vi servirà per misurare le distanze fra voi e chi invade la vostra Vita. Allontanatevi, quindi, da tutte quelle persone che sono ipocrite, invidiose, ladri energetici e critiche nei vostri confronti. E' un consiglio. Ovviamente potete sempre lasciarvi queste zavorre accanto ed affondare sotto il loro peso.

Andiamo a vedere il secondo strumento essenziale per un sarto: le forbici. Esse sono lo strumento fondamentale per costruirvi un abito-Vita su misura, quello giusto per voi, non per gli altri! Utilizzate le forbici per "tagliare" tutto ciò che non vi appartiene più: delle relazioni poco produttive, un lavoro poco soddisfacente, un percorso di studi non in armonia col vostro sentiero. TAGLIATE SENZA RIPENSAMENTI. AVETE UNA SOLA SCELTA: O VOI O LORO!

Terzo ed ultimo strumento essenziale (avvertenza per i pignoli e per i sarti: sicuramente avrò tralasciato diversi altri strumenti che saranno pure importanti ma qui si sta confezionando un abito virtuale quindi.... spegnete la mente e leggete!) sono ago e filo. Vediamo adesso come utilizzarli al meglio.

Ovvio che ago e filo, come tutti sanno, servono a cucire ed unire due pezzi di stoffa. Essi sono essenziali al fine di poter confezionare un abito. Nel caso del nostro abito-Vita, come vanno usati? A cosa servono? Ago e filo andranno usati allo stesso modo in cui avviene il loro utilizzo per il confezionamento di un abito.

Qui, però, a differenza della stoffa, ciò che sarà cucito saranno gli strappi del passato mai richiusi, i buchi nella trama della Vita mai tappati. Solo richiudendoli DEFINITIVAMENTE si potrà voltare pagina e vivere ed indossare un abito-Vita nuovo, che ci calzi a pennello facendoci sentire, finalmente a nostro agio e diretti verso gli obiettivi più importanti della nostra Vita.

Vincenzo Bilotta


domenica 1 febbraio 2015

Essere presenti

Cosa significa essere presenti? Se ne sente parlare sempre più spesso in giro, non solo nei libri, nei seminari o nei ritiri spirituali. Un tempo essere presenti significava, ai tempi della scuola, non averla marinata. Poi, che la presenza in classe fosse solo fisica, questo è un altro discorso. In realtà, solo pochi riescono ad essere presenti a SE STESSI.

Quella della Presenza Mentale è un'arte, meglio, una disciplina che richiede un continuo sforzo proteso verso il miglioramento di Se attraverso un lavoro mirato. Non basta voler essere presenti per realizzare il risveglio. Anche volendolo ed applicandosi si tende a tornare al punto di partenza. Spesso, infatti, più si cerca di stare svegli, più si ricadrà pesantemente addormentati. Da cosa dipende ciò? Spesso non si è pronti, altre volte si è solo pigri.

Del resto, a volte è meglio rimanere addormentati che cercare di risvegliarsi. Per essere presenti, se si decide di seguire la via del risveglio, occorre lavorare sodo, smussare gli angoli, affrontare faccia a faccia il nostro ego con le sue mille sfumature derivanti dai 60000 pensieri che, in media, la nostra mente processa quotidianamente. Ogni pensiero, infatti, costituisce una personalità, un carattere, un entità diversa.

Il pensiero influenza tutto del nostro essere: postura, umore, fisiologia e, soprattutto, salute. Quando ci si perde in un pensiero, si varca una sorta di soglia dimensionale, perdendo, al contempo, LA COSCIENZA DI SE E DEL MOMENTO PRESENTE. Quando ci si identifica con il pensiero, si smette di pensare e si  finisce con l'essere pensati. 

Vi siete mai chiesti perchè è molto più facile rimanere addormentati che vivere il momento presente? Sicuramente, chi lavora su di se si sarà posto questa domanda. Secondo me, si tende a rimanere addormentati per il semplice fatto che questo è lo stato conosciuto, la presunta (non è vera infatti, manco per scherzo!) realtà. Attenzione però, presunta realtà, non quella VERA.

Non si è vivi per il solo fatto di respirare. Anche un animale respira, una pianta, perfino il pianeta terra con i suoi venti respira. Per l'UOMO VERO essere vivo dipende da altro. E' vivo e si può definire tale, infatti, solo colui il quale, attraverso un serio lavoro su di se, PONE ATTENZIONE A CIO' CHE FA IN OGNI MOMENTO, FRAZIONE DI SECONDO SENZA ABBASSARE MAI IL LIVELLO DI GUARDIA.

Essere presenti comporta, come conseguenza, smettere di cercare nemici fuori. Nessuno ha colpa, gli altri ci fanno solo da specchio. Solo se e solo quando ci sapremo specchiare, potremo finalmente capire che i nostri difetti e le persone che giudicavamo non erano altro, in realtà, se non il nostro riflesso sul quale lavorare.
(Immagine presa dal web)

Come fare ad essere presenti? Trasformando ogni singolo istante in un'opportunità per celebrare la Vita a prescindere dalle aspettative maturate fino a quel momento o dalle situazioni venutesi a creare. Essere presenti comporta molto più del solo fatto di essere vivi. Quando si è presenti occorre prendersi la responsabilità delle proprie azioni smettendo di dare la colpa agli altri se le cose non vanno come avremmo desiderato e cominciando, al contempo, a capire che noi e soltanto noi siamo i padroni e gli artefici del nostro destino.

Non esiste niente di scritto, solo persone che vivono come dei meccanismi ad orologeria. Non appena si nasce, questo meccanismo ad orologeria viene caricato con la corda delle programmazioni e ci accompagnerà (per chi rimarrà perso nei suoi sogni mentali ad occhi aperti) fino alla nostra morte fisica. Sì, morte fisica in quanto quella psicologica e intellettiva avviene dal momento in cui ci infarciscono delle inutili stupidaggini che apprendiamo a scuola, a casa, in chiesa e da tutti i "dotti" preposti alla nostra educazione.

La presenza mentale andrebbe insegnata nelle scuole ma, prima che ai bambini, occorrerebbe che venisse praticata dai loro insegnanti. Come diceva Don Miguel Ruiz, infatti, la presenza mentale va insegnata agli adulti in quanto genitori e insegnanti affinchè essi, poi, trasferiscano questi principi di vitale importanza ai bambini che sono sotto la loro tutela creando, per ciò stesso, un'umanità migliore e più consapevole.

Essere presenti, lavorare su di se, non sarà bello, specie all'inizio. Quando si osserverà la propria meccanicità, la propria abitudine a ripetere sempre gli stessi schemi, gli stessi errori senza mai apprendere le lezioni che la Vita da alla nostra Anima, all'inizio potrà risultare frustrante. E' proprio l'inizio, del resto, la parte più difficile, quella in cui molti vorranno mollare, specie se non saranno in possesso della volontà necessaria ad andare oltre le apparenze per poter realizzare l'UNO.
(Immagine presa dal web)

Ci sono diversi esercizi per esercitare la presenza mentale. La meditazione è uno dei più efficaci. Oltre alla meditazione si può esercitare la propria attenzione in ciò che si fa quotidianamente senza bisogno di astrarsi in esercizi particolari. Quanti di voi pongono attenzione a ciò che fanno?

Per essere presenti basta fare colazione pensando al cibo e al suo potere nutritivo sul nostro corpo, fare la barba senza pensare a come sarà la giornata, compiere gesti semplici con ATTENZIONE TOTALE NEL QUI E ORA.

La nostra unica casa è stata, è e sarà sempre il QUI E ORA. Tutto il resto è un sogno ad occhi aperti fatto da un congegno meccanico chiamato "uomo". Il vero uomo è QUI E ORA. E' dal momento presente che dovrà partire, infatti, l'opera che porterà alla distruzione dei congegni meccanici che lo tengono intrappolato in uno stato di sonno.

 Il solo fatto di capire che si sta pensando ad una cosa che ci turba è un momento di presenza mentale. Il passo successivo consisterà nel dissociarsi dai pensieri fino ad arrivare al punto di selezionare solo quelli che ci piacciono, un pò come avviene nella ricerca delle stazioni radio che trasmettono la musica che più ci piace.

IMPARARE A VIVERE IL MOMENTO E' IL PRINCIPIO. IMPARARE A CELEBRARE LA VITA, IL CONTINUO. IMPARARE A NON CREDERE PIU' ALLA PROPRIA MENTE, LA FINE DEL SOGNO INFERNALE CHE CI HA RESO SCHIAVI DELLE NOSTRE STESSE CONVINZIONI.

Vincenzo Bilotta