mercoledì 16 maggio 2012

I mille volti della nostra mente

La nostra mente, col suo flusso ininterrotto di pensieri, esercita una forte influenza su di noi e sulla nostra vita quotidiana. I pensieri sono in grado di influenzare sia il nostro umore che la fisiologia del nostro corpo. I pensieri sono un naturale processo facente parte delle funzioni mentali. Ciò che non è naturale è il nostro attaccamento, il nostro credere a ciascuno di essi.

La conseguenza di questo attaccamento sarà una modificazione continua dell'umore nel corso della giornata. Si assumeranno delle personalità mutevoli e contrastanti in ragione del mutevole e contrastante flusso di pensiero presente in noi. Esistono delle soluzioni a questo delirio mentale? Certamente!
(Immagine presa dal web)


Il primo passo verso la liberazione dagli influssi della mente e la realizzazione dell'equilibrio interiore consisterà nel capire che noi "siamo pensati" e non pensiamo. Il secondo passo, consequenziale al primo, consisterà nell'OSSERVAZIONE SENZA GIUDIZIO del flusso incessante di pensieri che la mente continuerà a processare nostro malgrado.

Il terzo passo, direttamente correlato al secondo, consisterà nell'uscire fuori dal turbinio dei pensieri e usare l'attività mentale a nostro vantaggio. Una volta conosciuti i meccanismi della mente, ci si deve alleare con essa.
(Immagine presa dal web)

La mente, infatti, non è nostra nemica, semplicemente, al pari di un computer, fa il suo lavoro che consiste nel processare i pensieri e fare collegamenti coi fatti accaduti anche molti anni prima. Tutto ciò che la mente immagazzina nell'ippocampo, parte del cervello sede della memoria, farà parte del subconscio e porterà spesso a delle reazioni automatiche ad eventi se questi somiglieranno a quelli già vissuti nel passato.

Lasciando spazio ai nostri naturali processi, capendo la mente e le funzioni ad essa connesse, il nostro compito sarà volto al raggiungimento dell'equilibrio nel caos dei pensieri perchè, come disse qualcuno una volta: "La vita non è aspettare che passi la tempesta… ma imparare a ballare sotto la pioggia".

Vincenzo Bilotta