domenica 25 giugno 2017

Un altro giorno in paradiso

L'altro giorno ascoltavo una canzone bellissima, "Another day in paradise" di Phil Collins. Durante il suo ascolto riflettevo su come le religioni, i processi educativo-programmatici e le convinzioni limitanti che ne derivano abbiano distorto e limitato, la visione da parte nostra del mondo COSI' COM'E'.

In particolare, durante il nostro processo di crescita e in particolare quando riceviamo (subiamo) la nostra dose di educazione-programmatica, ci vengono messi dei paraocchi, un pò come i muli. Quando completiamo il nostro processo di adeguamento alle greggi di pensatori mediocri, poco rimarrà della nostra vera natura o, meglio, la nostra Divinità interiore risulterà addormentata, ma MAI persa.
(Immagine presa dal web)

Se ci riflettete, nessuno ci ha mai insegnato a godere del momento. Sì, certo, ci sono i seminari e i corsi di risveglio, la meditazione, i libri e quant'altro si riesce a trovare e che può tornarci utile. Il punto, però, qui è un altro. Siamo noi che cerchiamo qualcosa che va oltre i nostri schemi di pensiero limitati imparati a scuola e in famiglia, nessuno ci viene a cercare dicendoci che è possibile cambiare punto di vista sulla Vita per poterla trasformare ALL'ISTANTE.

Probabilmente poche persone stanno vivendo in realtà delle situazioni realmente dolorose. E' molto più probabile che non abbiano a disposizione, nello stato attuale nel quale versano, i mezzi idonei a superarle con successo per poi trarne insegnamento ai fini evolutivi.
(Immagine presa dal web)

Ognuno di noi, in realtà, vive nel paradiso terrestre, ciò ogni singolo giorno della sua Vita. Ma, la maggior parte delle persone non se ne accorge perché troppo "impegnata", a far cosa, poi? LE SEGHE MENTALI? AD ALIMENTARE IL PENSIERO DISFUNZIONALE?

La nostra è una società fondata sul consumismo, sul "più si ha, meglio è". In una società del genere, manipolata dai mass media che non fanno altro che alimentare le ansie da prestazione in ogni singolo individuo allo scopo di farlo consumare di più, si capisce bene come non si riesca più a godere delle piccole cose. Eppure sono proprio le piccole cose a fare di questo mondo un paradiso, non l'auto di lusso o l'abito firmato.
(Immagine presa dal web)

Così, nel continuo rincorrere dei bisogni artificiali, ci si perde il vero paradiso. Un altro giorno in paradiso lo diamo tutti per scontato, nessuno sa o, se sa, sembra averlo dimenticato, che la Vita è QUI E ORA e non domani o quando avrò lo smartphone migliore del mio amico.

Ma cos'è il paradiso? IL PARADISO NON E' QUEL LUOGO DOVE, SECONDO LE RELIGIONI ANDREMO A FINIRE, SEMPRE SE SAREMO BUONI, DOPO LA VITA TERRENA, NO. IL PARADISO E' IL VIVERE NEL PRESENTE IN MANIERA TOTALE, INCONDIZIONATA, SENZA ASPETTATIVE, ACCOGLIENDOLO COME UN DONO PER QUELLO CHE SAPRA' DARCI.
(Immagine presa dal web)

Quanti sanno ancora apprezzare la bellezza di un tramonto, il sorriso di un bambino, il canto di un uccello, la gioia di prepararsi un caffè in maniera consapevole? Pochi, molto pochi.... Eppure questo è il vero paradiso, lo stato di veglia in cui si gode della totalità, del QUI E ORA. Per vivere in paradiso bisogna, a volte, passare dall'inferno dei pensieri disfunzionali, delle convinzioni limitanti, delle paure le quali pur essendo, spesso, non reali, riescono, nonostante ciò, a condizionarci la Vita.

Impariamo a godere dell'istante, smettiamo di avere aspettative sul domani, sugli amici, sul partner, sul lavoro e su tutto quello che sta, in generale, affossando la massa di pensatori mediocri fino a risucchiarli dentro un vortice senza fine. Andiamo al di là del tempo, dello spazio, della mente, viviamo il lavare i piatti, il volo di una farfalla, le grida gioiose dei bambini che giocano all'aperto, solo così potremo dire di esserci assicurati un altro giorno in paradiso.

Vincenzo Bilotta

domenica 11 giugno 2017

Amore e possesso

Quello dell'Amore è un tema inflazionato. Di Amore si parla nelle canzoni, nei film, sui libri e dovunque ci si giri a guardare, eccolo là, sempre pronto a fare capolino, il tema dell'Amore. Di Amore ho parlato anch'io in diversi miei articoli che potete trovare in questo blog, basta che digitiate la parola Amore sul motore di ricerca perché possiate leggere ciò che ho pubblicato fino ad oggi, oppure potete leggere i miei libri L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA E METAMORFOSI SPIRITUALE, YOUCANPRINT EDIZIONI, dove si parla anche lì di Amore.

Ma occorre fare una distinzione sostanziale fra l'Amore vero e il possesso, in quanto il primo permette la costruzione e il mantenimento di un rapporto stabile e duraturo mentre il secondo, invece, riesce a creare solo rapporti disfunzionali e conflitti interni.
(Immagine presa dal web)

Premesso che una storia d'Amore che nasca e sia basata sulla paura di rimanere soli è, per ciò stesso, destinata a creare problemi durante il suo svolgersi ed evolvere. Niente può nascere e durare se è fondato sulla paura. Chi ha paura di rimanere solo, infatti, dovrebbe prima risolvere il proprio conflitto con se stesso, auto-osservandosi allo scopo di capire che, in realtà, ciò di cui ha paura non è la solitudine ma il dover affrontare i propri demoni interiori.

Solo dopo aver affrontato e sconfitto i propri demoni interiori, ecco che si farà pace con se stessi, si comincerà a stare bene anche da soli, non si avrà più timore del silenzio in quanto lo stato di quiete interiore raggiunto non verrà più riempito dai rumori e dalle voci provenienti dalla mente. Il lavoro su di sé serve proprio a fare pulizia interiore, ad affrontare le proprie paure discendendo fino agli inferi, se necessario, ciò allo scopo di purificare la propria coscienza col fuoco della consapevolezza risvegliata.
(Immagine presa dal web)

Diversamente, se non si avrà voglia di lavorare su di sé e si continuerà a re-agire per paura di rimanere soli con se stessi, il risultato saranno la maggior parte dei rapporti di coppia che la gente vive oggi, caratterizzati da liti continue, infedeltà, separazioni più o meno violente e senso del possesso nei confronti del partner.

Il possesso è un diretto derivato dalla paura di rimanere soli. In questo contesto si sta con l'altro/a credendo sia una specie di animale da compagnia acquistato in un negozio e, per ciò stesso, dal quale non ci si separerà più. Ecco nascere da ciò un sentimento di possesso che porta a considerare il partner come una sorta di "proprietà privata".
(Immagine presa dal web)

Se si osservano le coppie per strada lo si può notare. Spesso si vede lui che abbraccia lei ma questo gesto è legato molte volte ad un senso di appartenenza, come se la persona che abbraccia il partner volesse dire agli altri eventuali interessati "ormai è mio/a, mettiti il cuore in pace!". 

Da questo contesto non potrà che nascere un rapporto di coppia di tipo conflittuale, basato su continue gelosie, litigi e tradimenti. Alla base di tutto ciò starà sempre l'insicurezza di uno o di entrambi i partner. Se, infatti, nessuno dei due partner che s'incontrano e decidono di stare assieme ha fatto prima un lavoro su di sé, sarà inevitabile che, ognuno per conto suo, porti i propri conflitti all'interno del rapporto di coppia.
(Immagine presa dal web)

Da qui si può comprendere bene quanto sia importante effettuare un profondo ed onesto lavoro su di sé allo scopo di portare alla luce ed eliminare tutti quei conflitti che potrebbero risultare problematici all'interno di una relazione.

SOLO CHI E' IN AMORE CON SE STESSO E SA STARE DA SOLO POTRA' AMARE E CONDIVIDERE LA SUA GIOIA INTERIORE CON L'ALTRO. CHI, VICEVERSA, NON SI AMA ED ACCETTA IN TUTTE LE SUE PARTI, NON SOLO NON RIUSCIRA' A DIVENTARE UNA PERSONA INTEGRA ED EVOLUTA MA PORTERA' I SUOI CONFLITTI ALL'INTERNO DEL RAPPORTO DI COPPIA E, INVECE DI CONDIVIDERE LA SUA GIOIA, DIVENTERA' UN MENDICANTE D'AMORE.
(Immagine presa dal web)

Bisogna imparare a stare con l'altra persona, amandola ed accettandola così com'è, condividendo i momenti passati assieme in maniera consapevole e cercando di specchiarsi sempre nell'altro allo scopo di evolvere e consolidare il rapporto affettivo. Per far ciò, occorrerà lasciare l'altro/a libero/a di essere se stesso/a, senza mai esprimere giudizi o cercare di cambiarlo/a in nessun modo.

In questo modo nessuna gelosia avrà più ragione di esistere, nessun tradimento sarà mai attuato in quanto, in un contesto di evoluzione ed accettazione reciproca, l'altro/a sarà parte integrante di noi e non più una proprietà della quale essere gelosi o disfarsene quando si è stufi.

Vincenzo Bilotta

domenica 28 maggio 2017

Armi di distrazione di massa

Esistevano, un tempo non molto lontano, le armi di distruzione di massa. Oggi, in un'epoca in cui domina la tecnologia, non occorrono più. Ad esse, infatti, si stanno pian piano sostituendo quelle che mi piace chiamare, a me come ad altri, armi di distrazione di massa e, credetemi, sono molto più sofisticate ed efficaci dei più "semplici e banali" missili intelligenti.

Le armi di distrazione di massa hanno come scopo fondamentale quello di distogliere l'uomo-robot, figlio di un progresso tecnologico accelerato all'eccesso e di un'educazione-programmatica che lo ha lobotomizzato intellettualmente, da quelli che sono i reali problemi della società globale nella quale vive.
(Immagine presa dal web)

L'arsenale è costituito da armi molto pericolose, fatali per l'intelletto del pensatore mediocre. Questo arsenale è costituito da: smartphone, social network, i reality show e, per finire, i fatti di cronaca nera coi quali i mass media ormai funestano le giornate del pensatore mediocre. In ognuna di queste armi di distrazione di massa, è insito un potenziale distruttivo infinito e letale.

Come agiscono tutti questi mezzi di disinformazione e rincoglionimento globale? Attraverso dei messaggi, delle induzioni sub-ipnotiche attraverso le quali chi sta "in alto" riesce a manipolare sottilmente chi, invece, un pò per l'educazione-programmatica ricevuta, un pò per mancanza di lavoro su di se, sta in basso e va ad "arricchire" il già nutrito gruppo di pensatori mediocri del nostro bel pianeta.
(Immagine presa dal web)

Tutti questi strumenti costituiscono l'oppio dei popoli, il narcotico giusto per chi, in generale, vuole solo "dimenticarsi di se" per potersi perdere, infine, nella massa anonima ed indefinita di persone che hanno come sola aspirazione quella di mangiare, bere, guardare la tv, postare i selfie sui social network e lavorare, quando e se gli capita. Lavoro fisico, ovvio, non lavoro su di se, sia mai.

Questo stato di induzione sub-ipnotica comporta, come conseguenza diretta, l'assuefazione, da parte del pensatore mediocre, a tutto ciò che viene dato in onda dalla tv in particolare e dai media, in generale. Questa assuefazione, com'è ovvio, deriva dal fatto che molti non si chiedono il perché degli accadimenti ma, lungi dal far questo, vi si adattano senza andare a cercare dei mezzi di controinformazione per poter almeno capire la veridicità di certe notizie.
(Immagine presa dal web)

Il fatto è che, il pensatore medio dipende dalle cose banali, esteriori quanto inutili. Ciò gli basta per farlo vivere nel suo mondo, fatto di partite di calcio, reality show e selfie. A volte accade che, a tutto questo possano aggiungersi determinate mode del momento quali capi d'abbigliamento o acconciature stereotipate che possano renderlo ancora più anonimo e scontato di quanto non lo sia stato fino a quel momento. Ma, dopotutto, per il pensatore mediocre conta di più essere "alla moda" che non capire la VITA REALE.

Del resto, questo fa parte del suo cammino e nessuno, tranne lui, può giudicarlo in merito. Le armi di distrazione di massa porteranno l'essere umano pensatore mediocre, come capirete bene, ad una fuga dalla realtà. Esso, infatti, utilizzerà i reality, le partite e i selfie per fuggire dal QUI E ORA perdendosi, in quel momento, la possibilità di essere e vivere in maniera VERA, non artificiale.
(Immagine presa dal web)

Questo tipo di persone si crea il proprio paradiso artificiale nel quale vive e prospera. In realtà non sa che, chi prospera realmente alle sue spalle è il sistema con chi vi sta dietro e lo controlla. 

Il pensatore mediocre è una persona intellettualmente vuota, senza idee proprie. Da ciò si capisce come sia facile riempire questi individui di idiozie e notizie false allo scopo di creare caos (almeno provare a crearlo) in chi, invece, pensa per conto proprio e costituisce la stonatura nel coro di pecore belanti, al secolo società attuale tecno-robotica-addormentata.
(Immagine presa dal web)
Il fatto di fare affidamento sempre e solo ai reality, ai mass media e ai sentito dire porterà, come conseguenza, un mancato sviluppo di una capacità di ragionamento autonomo. Il pensatore mediocre, infatti, si contenta di lasciarsi riempire di notizie false e ridicole piuttosto che attivare i suoi emisferi atrofizzati da troppi reality e partite di calcio per poter impegnare, sia pure un solo neurone, allo scopo di cercare ciò che è vero al di là delle apparenze.

Vincenzo Bilotta

lunedì 15 maggio 2017

A cosa diamo energia?

Come tutti noi ben sappiamo, IL PENSIERO CREA LA MATERIA. Se noi diamo energia ad una determinata situazione della nostra Vita, essa tenderà a crescere e rafforzarsi fino a prendere un posto di rilievo nel nostro mondo esterno. L'essere umano medio, frutto di un'educazione-programmatica da pensatore mediocre, tende, suo malgrado, a dare energia ad eventi, cose e persone che risultano essere per lui negative alimentandole con la lamentela e il giudizio mentre, viceversa, non fa nulla per attirare a sé situazioni che potrebbero sicuramente giocare a suo vantaggio.

E' di fondamentale importanza riuscirsi a concentrare, invece, su ciò che si vuole ottenere nella propria Vita. Accade sempre secondo quanto saremo stati in grado di pensare, volere, ottenere. Per ottenere determinati risultati, accadimenti, trasformazioni all'interno della propria Vita, occorre dapprima cominciare a pensare  che possano accadere, utilizzando un atteggiamento mentale possibilista ed aperto alla trasformazione totale.
(Immagine presa dal web)

In secondo luogo occorrerà volere ciò a cui si sarà pensato di più per un determinato periodo di tempo. Ovviamente, il solo volere non basterà per ottenere ciò che si desidera in quanto occorrerà anche agire, ciò al fine di poter raggiungere i risultati voluti.

Ma la base rimane sempre una e sola: ESSA E' COSTITUITA DA UN INTENTO FOCALIZZATO NELLA GIUSTA DIREZIONE, VOLTA ALL'OTTENIMENTO DI UNA NUOVA COSA, SITUAZIONE, RELAZIONE, ALL'INTERNO DELLA PROPRIA VITA.
(Immagine presa dal web)

Per riuscire nell'intento di vedere trasformata la propria Vita, occorrerà perseverare in quel pensiero costruttivo, fatto con una mente aperta e possibilista, solo in conseguenza di questo nuovo e mutato atteggiamento, si potranno cominciare ad ottenere dei risultati concreti. Ovvio che, a tutto ciò, occorrerà aggiungere, come ingrediente essenziale, la FEDE.

Bisogna anche avere FEDE affinché i miracoli possano accadere nella nostra Vita fino a diventarne parte ed essere considerati non più dei fenomeni straordinari ma ordinari accadimenti in delle Vite straordinarie.
(Immagine presa dal web)

A tal proposito, serve ricordare il terzo principio dello sciamanesimo Huna, secondo il quale L'ENERGIA VA DOVE SI DIRIGE L'ATTENZIONE. Da ciò s'intuisce l'importanza del pensare in maniera focalizzata SOLO ED ESCLUSIVAMENTE a ciò che si vuole entrare a far parte della propria Vita. L'intento focalizzato fa collassare, volendo prendere in considerazione anche i principi della fisica quantistica, la funzione d'onda sulla quale ci si sarà maggiormente concentrati, fino a farla entrare a far parte definitivamente della nostra Vita reale di tutti i giorni.
(Immagine presa dal web)

Quando saremo stati in grado di focalizzare il nostro pensiero/energia in direzione di determinati accadimenti che vorremmo entrassero a far parte della nostra Vita ed avremo imparato il potere dell'attenzione focalizzata applicata con FEDE, da quel momento diventeremo creatori/modificatori attivi della nostra realtà e, di conseguenza, padroni del nostro mondo.

Vincenzo Bilotta

domenica 30 aprile 2017

Coscienza e illusione

Capita spesso che ci si crede consapevoli e risvegliati. Ormai il risveglio è diventato quasi una moda, basta leggere un libro, credere di aver capito la realtà ed è fatta, almeno così sembra. Ma il voler capire fa parte del servomeccanismo mentale, è esso stesso un automatismo. Allora? Dov'è il tanto decantato risveglio? In realtà si è sempre nella mente quando si crede di essere svegli. 

Si è convinti di essere consapevoli ma, in realtà, non lo si è, proprio per nulla. In questi casi si è, invece, dentro una sorta di spirale di addormentamento collettivo, detta in altre parole, dentro la MATRIX. Si pensa di viaggiare per conto proprio ma in realtà non è così, in quanto si è dentro la corrente della spirale di MATRIX.
(Immagine presa dal web)

L'unica soluzione consiste nell'uscire dalla spirale di MATRIX, deviando, per ciò stesso, dalla sua corrente per poter prendere delle direzioni, delle strade, delle scelte fuori dal comune. Uscire dalla spirale di MATRIX significa smettere di belare con il gregge di pecore addomesticate attraverso l'educazione-programmatica e cominciare a ruggire, a far sentire la propria voce fuori dal coro.

Solo uscendo dalla spirale che ci fa illudere di essere coscienti di noi ma che, in realtà, ci fa rimanere addormentati, si potrà acquistare la libertà dalla MATRIX e dai suoi stereotipi e modi di vedere la Vita in maniera artificiale e distorta rispetto al VERO.
(Immagine presa dal web)

Per scoprire il VERO occorre, prima, uscire dalla spirale, mettendo, per ciò stesso, in discussione tutto quello che, fino a quel momento, aveva costituito quella che noi consideravamo la Vita reale mentre, invece, era solo una realtà virtuale, proiezione di un sogno di seconda mano proveniente dal sistema.
(Immagine presa dal web)

Quando si è coscienti di sé e, di conseguenza, svegli, si esce dalla spirale di MATRIX, si smette di essere prigionieri delle proprie convinzioni limitanti, degli schemi di pensiero maturati attraverso anni di input esterni ricevuti dall'ambiente nel quale si è vissuti fino a quel momento.

Uscendo dalla spirale si cessa di sentirsi divisi, di vivere separati dal resto dell'universo. A questa sensazione seguirà, inevitabile, una sensazione di integrazione totale con tutto ciò che ci circonda. Si diventerà coscienti come conseguenza del passaggio dal conoscere all'ESSERE. 

(Immagine presa dal web)

Prima ci si illudeva di essere coscienti di sé mentre adesso si E' senza bisogno di accorgersene. Dopotutto, il risveglio non è uno stato sovrannaturale in cui ci si illumina come lampadine o si acquisiscono superpoteri. Chi è sveglio è solo libero dalle sovrastrutture mentali che un tempo, invece, lo tenevano prigioniero di un'illusione, l'illusione di essere libero.

Vincenzo Bilotta

domenica 16 aprile 2017

Perdonare e dimenticare

Già nel mio libro L'ARTE DELLA CONSAPEVOLEZZA, YOUCANPRINT EDIZIONI, ho dedicato un capitolo al perdono. Lo riprendo adesso per diversi motivi: uno di essi è legato al fatto che perdonare è difficile, ciò in quanto ci hanno educato in una società dove vige la legge del più forte ed il perdono, in questo quadro generale, viene spesso visto come atto di sottomissione o, addirittura, come una debolezza.

Il secondo motivo principale (in realtà, ce ne sarebbero migliaia, di motivi per cui parlare di perdono, ma ne cito un paio, giusto per ricordare i più importanti) per cui parlerò oggi di perdono, è legato al fatto che molte persone tendono a perdonare con la mente e non col cuore. Così facendo, essi rendono il perdono una specie di atto dovuto, formale, talvolta meccanico che molti effetti ha tranne quello per il quale conviene perdonare, ossia l'effetto di liberare e guarire chi lo pratica.
(Immagine presa dal web)

Se poi, come potete leggere dal titolo di questo articolo, associamo la parola DIMENTICARE, ecco che si fa tutto più complicato se non impossibile per molte persone che stanno leggendo in questo momento e che, magari, avevano voglia di capire come fare a perdonare. Ma.... Dimenticare? Roba da pazzi o idioti, insomma.... Se pensate questo, potete fermarvi qui e smettere di leggere, diversamente potete arrivare fino in fondo a questo articolo per cercare di capirci di più.

Cos'è il perdono? Il perdono è forse uno degli atti più potenti che un essere umano possa compiere, avente effetti liberatori e di guarigione nei confronti di chi lo compie. Sì, perché spesso l'altro, la persona che ci ha offesi, aggrediti, derubati, non soffre come chi, invece, è stato ferito dal suo comportamento in quanto magari è abituato a comportarsi così con tutti ed è altamente inconsapevole dei danni che arreca attraverso le sue azioni od omissioni.
(Immagine presa dal web)

Chi perdona, però, deve farlo col cuore, non con la mente. Solo perdonando col cuore, infatti, ci si libera dal dolore causato dal conflitto vissuto attraverso l'interazione distruttiva con chi ci ha feriti. Il perdono col cuore, oltre a liberarci, ha potenti effetti di guarigione psichica, fisica e spirituale definitivi. Perdonare col cuore significa farlo in modo COSCIENTE E VOLONTARIO.

Viceversa, se si perdona con la mente, sarà un perdono automatico, fatto perché magari amici, parenti o persone a noi vicine ci hanno consigliato di farlo per evitare di "portare avanti la cosa". In questo caso non ci sarà alcun effetto profondo, si saranno salvate solo le apparenze e, soprattutto, non si riuscirà a sciogliere il legame di dolore che si è costituito con la persona da perdonare nel momento in cui ci ha feriti in maniera più o meno cosciente.
(Immagine presa dal web)

Ma, oltre a perdonare bisogna, SOLO se davvero si vogliono potenziare e rendere definitivi gli effetti del perdono, DIMENTICARE. Se già perdonare risulterà a molti di voi difficile, dimenticare potrà sembrare, ma solo all'apparenza, impossibile. In realtà le cose non stanno così. Per riuscire a perdonare e dimenticare, bisogna capire che, se si vuole davvero voltare pagina per potere riscrivere la storia della propria Vita partendo da zero, occorrerà anche dimenticare.

Solo dimenticando, infatti, si potrà superare e risolvere il conflitto interiore innescato nel momento in cui si è stati feriti. Solo dimenticando si guarisce dal proprio passato. Diversamente si rischia di rimanervi dentro per anni, forse per il resto della Vita... A che scopo, se la posta in gioco è la propria felicità incondizionata e la salute dei sistemi fisico, mentale ed animico?
(Immagine presa dal web)

Certo, molti di voi staranno pensando che certe cose non si possono dimenticare, ciò anche per la propria sicurezza. Se si viene, ad esempio, derubati dal proprio socio in affari, è normale che, la prossima volta si starà più attenti e si ricorderà la lezione. 

Quando parlo di dimenticare, mi riferisco allo svuotare la mente dalla carica negativa e dal ricordo legato all'evento che ci ha causato dolore. In altre parole, bisogna perdonare smettendo, al contempo, di pensare alla persona che ci ha causato sofferenza e all'evento specifico che ha creato in noi il conseguente conflitto. Ciò ci renderà davvero liberi in maniera DEFINITIVA.
(Immagine presa dal web)

Per dimenticare bisogna imparare ad OSSERVARE il proprio dolore derivante dal conflitto causato dalla persona che ci ha feriti, ACCETTARE quanto accaduto, percependolo non più come un evento negativo ma, piuttosto, come un'esperienza di crescita evolutiva voluta dalla nostra Anima. Infine, dopo essersi osservati interiormente ed aver preso coscienza del proprio conflitto, dopo avere accettato l'esperienza di sofferenza in quanto necessaria alla nostra crescita spirituale, bisogna LASCIARE ANDARE.

Quello del lasciare andare costituirà la liberazione definitiva dalle zavorre derivanti dai conflitti vissuti attraverso l'interazione con eventi o persone in un passato più o meno recente della nostra Vita attuale. Dopo aver lasciato andare tutte le zavorre che ci trascinavamo dal passato ed aver svuotato gli eventi e le persone che ci hanno fatto soffrire dalla carica emotiva che causava in noi sofferenza ecco che potremo finalmente dimenticare e vivere liberi, ritrovando la padronanza della nostra Vita e, con Essa, le nostre potenzialità creative.

Vincenzo Bilotta



domenica 2 aprile 2017

A chi dai il tuo potere?

Nasciamo creature potenti, infinitamente potenti e creative. La società e il sistema, man mano che andiamo crescendo, non hanno nessun interesse a mantenerci potenti e coscienti. Proprio per questo motivo, fin da piccini, si comincia a ricevere il processo educativo programmatico da parte dei genitori, preti, insegnanti, allenatori, formatori e chi più ne ha, più ne metta.

"Datemi un bambino fino all'età di sei anni e ne faremo un uomo" usano dire già da più di 500 anni i gesuiti a proposito di programmazione. Del resto le istituzioni religiose la sanno lunga in tema di manipolazione mentale e alterazione della coscienza infantile. A cosa porta tutto ciò? Chiaramente e innanzitutto ad un de-potenziamento e ad una "normalizzazione" a livello umanitario globale. 
(Immagine presa dal web)

In altre parole, si creano masse di zombie con dei bisogni indotti e dei cervelli pieni di ciò che si DEVE sapere. E la creatività e la potenza che ci spettano dalla nascita dove vanno a finire? Essi restano sempre dentro di noi ma sotto strati e strati di preconcetti, pregiudizi, ansie, complessi d'inferiorità, conflitti interiori irrisolti legati al passato... 

Penso non sia necessario continuare la lista per capire che, pur rimanendo potenzialmente onnipotenti, di fatto poi questa onnipotenza non rimarrà sfruttata per il resto della propria Vita dalla maggior parte degli esseri umani che si "contentano" di ciò che il sistema gli fa credere di dover inseguire per essere "realmente" (???) felici.
(Immagine presa dal web)

Insomma, viviamo in un sistema pilotato dall'alto a vantaggio di pochi e a scapito delle masse, allevate come pecore per poi venire immolate sull'altare del sacrificio per venerare i falsi idoli costituiti da: progresso, educazione, religione e tutto ciò che chi viene a questo mondo crede siano importanti per il suo sviluppo e progresso a livello psichico, fisico, intellettivo e animico.

Così facendo, però, non facciamo altro che dare il nostro potere a ciò che sta al di fuori di noi: leader politici, religiosi, guru carismatici, tanto per citarne alcuni ma, anche, giudizi, critiche e gelosie. Quando prestiamo attenzione a dei fenomeni che avvengono al di fuori della nostra sfera individuale, non facciamo altro che disperdere energie preziose che ci servirebbero per il nostro sviluppo e la nostra evoluzione in diversi settori della nostra Vita.
(Immagine presa dal web)

Il fatto è che veniamo educati a prestare attenzione all'esterno più che a sviluppare e mantenere una certa introspettività che ci consentirebbe, fra l'altro, di non perdere mai la nostra connessione con il nostro vero se e, di conseguenza, con la nostra anima. I nostri genitori, insegnanti, educatori, preti, c'insegnano a guardare i notiziari per tenerci "aggiornati". Peccato che la maggior parte delle notizie che trasmettono sia fasulla e pilotata dall'alto allo scopo di far conoscere in maniera quasi esclusiva cattive notizie in modo da far regnare paura e sconforto fra la popolazione.

I telegiornali e i notiziari in generale, hanno il solo scopo di rubare energia a chi da loro si lascia catturare la propria attenzione. Dal momento in cui si esprime agitazione, sconforto, ansia, stress e quant'altro di squilibrante per il sistema psicofisico, proprio in quell'istante si comincia a dare potere agli agenti esterni a noi, creati apposta dal sistema allo scopo di nutrirlo tramite la nostra energia.
(Immagine presa dal web)

Anche le critiche e i giudizi, ai quali la maggior parte di noi viene sottoposta specie in giovane età, sottraggono energia preziosa a chi presta loro attenzione. Bisogna APRIRE GLI OCCHI E LE ORECCHIE e cominciare a selezionare le fonti d'informazione e, in generale, tutto ciò che proviene dall'esterno. Dopo aver fatto questa selezione si dovrà prestare attenzione solo agli argomenti che hanno un valore costruttivo per noi e per la nostra evoluzione sia individuale che globale.

Fintanto che si rimarrà attenti ai notiziari e a tutto ciò che viene dall'esterno senza essere stato prima filtrato, si correrà il rischio di dare potere all'esterno rimanendo, per ciò stesso, a corto di energie. E senza energie, si sa, non si fa molta strada, a stento si ha la forza di fare il solito lavoro, di vivere la solita Vita, coltivando le solite amicizie (magari non buone per la nostra evoluzione nella consapevolezza) e vivendo i soliti programmi di addormentamento collettivo acquisiti tramite l'educazione-programmatica.
(Immagine presa dal web)

Se si è a corto di energie, non si può coltivare e far crescere le proprie capacità creative ed evolutive, ciò per il semplice fatto che si avranno a stento le risorse necessarie a portare avanti una Vita ordinaria, da umanoide medio, così come vuole il sistema, così per come ci hanno programmati.

Solo cominciando a lavorare su di se si potrà dare una diversa direzione alla propria Vita iniziando, al contempo, a selezionare quali trasmissioni vedere, quali amicizie coltivare, se continuare col solito lavoro fino a morirne o cambiarlo per inseguire le proprie passioni. Quando smetteremo di alimentare le forze a noi esterne, solo allora torneremo ad essere infinitamente potenti e creativi, diventando, finalmente padroni del nostro destino, imparando a conoscere tutte le dinamiche che governano il nostro mondo.
(Immagine presa dal web)

Smettiamo anche di ascoltare e lasciarci influenzare dalle critiche e i giudizi esterni. Dopotutto, come ebbe a dire il mistico Rumi "La tua critica lucida il mio specchio". In ragione di ciò, imparate ad ascoltare i giudizi, o critiche che siano, solo quando essi possono migliorare la vostra Vita (lucidare il vostro specchio), diversamente, lasciatevele scivolare via. quando smetterete di dare retta ad ogni "cane che abbaia", vi accorgerete di aver conservato un sacco di energie da spendere per il vostro lavoro di crescita personale.

Smettete di credere al fatto che tutto ciò di cui avete bisogno per essere felici si trovi all'esterno, perchè questo è solo uno dei tanti stratagemmi creati dal sistema allo scopo di rendervi suoi schiavi. Cominciate, piuttosto, a ricercare dentro di voi, basta chiudere gli occhi per vedere l'infinito che è sempre stato dentro di voi, assieme alle vostre infinite potenzialità, e non aspettava altro che di essere ri-contattato per donarvi la libertà e farvi ricordare le vostre origini Divine.

Vincenzo Bilotta